L’AQUILA –  Nello scorso mese di marzo sono state ammesse a finanziamento 42 richieste di contributo corrispondenti a 46 milioni di euro, gli immobili interessati dalle sole ammissioni degli aggregati dello stesso  mese e che avvieranno il cantiere a breve, sono 330; gli immobili con lavori già conclusi sono invece 10.200, di cui 95 conclusi a marzo, “nonostante il rincaro dei prezzi dei materiali che è in corso di valutazione dall’USRC, dalla Struttura di Missione Sisma Abruzzo 2009 e dall’USRA per trovarne adeguata soluzione”.

Sono i dati forniti in una nota dall’Ufficio Speciale per la Ricostruzione dei Comuni del Cratere (Usrc) nella quale si sottolinea che “il positivo dato delle ammissioni a contributo nella ricostruzione privata nei 56 Comuni del Cratere, registrato nell’anno 2020 e 2021, viene confermato anche nel primo trimestre dell’anno 2022”.

“Il risultato rappresenta il massimo valore mensile registrato in termini di ammissioni a contributo da sempre – si legge ancora nella nota.

Nell’ambito della Misura A del Programma Unitario di Intervento del piano nazionale per gli investimenti commentari al Pnrr che destina alla aree del cratere abruzzese del terremoto del 2009 e del 2016, 1,780 miliardi di euro, sono stati finanziati 280 interventi a responsabilità dei Comuni del cratere e dell’Ufficio speciale per la ricostruzione dei comuni del cratere (Usrc) per complessivi 122,74 milioni di euro. Lo rende noto in un comunicato lo stesso Usrc.

L’ufficio speciale sottolinea che per quanto riguarda il NC – Piano nazionale per gli investimenti complementari al PNRR di cui al D.L. n. 59/2021, l’USRC ed ai Comuni del Cratere sisma 2009 stanno lavorando, congiuntamente alla Struttura di Missione sisma 2009 ed al Commissario straordinario per il sisma 2016, sul “Programma degli Interventi per le aree del terremoto del 2009 e 2016”.

I 280 interventi riguardano queste linee di intervento: rifunzionalizzazione, efficientamento energetico e mitigazione delle vulnerabilità sismiche di edifici pubblici (65 interventi ammessi a finanziamento per 26,20 mln); progetti di rigenerazione urbana degli spazi aperti pubblici di borghi, parti di paesi e di città (91 interventi ammessi a finanziamento per 53,71 mln); realizzazione, implementazione e consolidamento di percorsi e cammini culturali, tematici e storici (4 interventi ammessi a finanziamento per 2,2 mln); ammodernamento e messa in sicurezza di impianti sportivi, ricreativi e di risalita (63 interventi ammessi a finanziamento per 25,30 mln); investimenti sulla rete stradale comunale (57 interventi ammessi a finanziamento per 15,33 mln).

Per gli interventi in questione sono attualmente in corso di espletamento, da parte delle amministrazioni responsabili, gli adempimenti volti all’approvazione della progettazione da porre a base della gara di appalto entro il primo semestre 2022.

Nell’ambito del Programma di Sviluppo RESTART, nella riunione del Comitato di indirizzo del 3 marzo scorso è stato approvato il PIT-Progetto integrato per il Turismo dell’Area Omogenea n.6, “Altopiano d’Abruzzo: un museo all’aperto”, per complessivi 9,47 milioni euro comprensivo di 6 interventi nei comuni di Caporciano, Carapelle Calvisio, San Pio delle Camere, Navelli, Prata d’Ansidonia, nel territorio del comune dell’Aquila.

I programma Restart è finalizzato alla ripresa economica e sociale dei centri colpiti dal sisma del 2009.  Il PIT intende valorizzare i siti di interesse culturale in un’area storicamente punto di snodo dei Tratturi L’Aquila-Foggia e Centurelle-Montesecco.

A Navelli è previsto il recupero a giardino pubblico dell’area del parco archeologico, parte integrante del centro storico, a San Pio delle Camere il recupero del castello recinto, mentre a Prata d’Ansidonia la valorizzazione del sito archeologico di Peltuinum.

Sono potenziate le infrastrutture a servizio delle Chiese di Bominaco e di Caporciano, nonché della chiesa tratturale di Santa  Maria dei Centurelli.

A Carapelle Calvisio viene migliorata la fruizione del “Centro per la conservazione e valorizzazione delle varietà agronomiche tradizionali dell’Appenino”.

Il progetto è completato da azioni di promozione del territorio.