L’AQUILA – Si chiude a 1,8 miliardi di euro, almeno per il momento, la battaglia sulla legge di stabilità per la ricostruzione dell’Aquila e del “cratere”.
Si tratta dei fondi già stanziati con il decreto sulle emergenze (1,2 miliardi reperiti con l’aumento delle imposte di bollo) e dei 600 milioni “freschi” inseriti nella norma finanziaria in discussione al Senato.
La novità positiva è rappresentata dal fatto che le risorse saranno tutte disponibili per il 2014, invece che spalmate in più anni come inizialmente previsto, grazie a un accordo chiuso con la Ragioneria generale dello Stato.
Il resto, il malloppo da oltre 6 miliardi necessario per dare piena attuazione ai cronoprogrammi approvati dai comuni, uscirà poco la volta, a partire dalla quota pescata sul rientro dei capitali dalla Svizzera, come promesso dal governo in seguito a un ordine del giorno presentato dalle senatrici Stefania Pezzopane (Partito democratico) e Federica Chiavaroli (Nuovo centrodestra), che ha ottenuto l’ok dall’esecutivo.
Tra le misure minori, via libera a 31 milioni di euro per il riequilibro dei disastrati bilanci della Provincia dell’Aquila, del capoluogo, e dei altri 56 paesi colpiti dal terremoto del 2009, e ai 2 milioni necessari per prorogare di un altro anno i precari assunti a seguito del sisma, soldi spuntati fuori dal taglio dei finanziamenti ai partiti, destinati complessivamente (in tutto sono una settantina di milioni) alle calamità naturali, tra cui quella recentissima dell’alluvione in Sardegna.
“La coperta è corta: è il massimo che si poteva ottenere”, spiega ad AbruzzoWeb la Pezzopane, impegnata in un “week end da paura” dentro la commissione Bilancio, organismo di cui non fa parte ma che l’ha vista protagonista della battaglia insieme alla Chiavaroli, che invece ne è componente.
“Insieme ai colleghi emiliani abbiamo concordato una strategia comune – sottolinea la parlamentare democrat aquilana – ritirare tutte le richieste di modifica presentate alla legge per inserirne alcune nel maxi emendamento dei relatori, visto che sul testo definitivo della norma verrà posta la fiducia”.
“Ci sono stati momenti di scontro pesanti con i burocrati del ministero dell’Economia – aggiunge – ma alla fine abbiamo spuntato il minimo sindacale che ci consente di andare avanti, in attesa di riaprire il tavolo delle trattative e giungere a una legge di programmazione generale che ci metta nelle condizioni di doverci presentare ogni anno con il cappello in mano”.
“Inoltre ho dovuto materialmente presidiare i lavori della commissione perché come ti distrai ti fanno sparire i capitoli di spesa – dice ancora la Pezzopane – purtoppo i conti pubblici sono quello che sono e il bilancio statale è sofferente”.
“Quello che mi dispiace – prosegue – è che la ricostruzione sembra essere diventata una questione solo mia, per ovvie ragioni territoriali, e della Chiavaroli, tutti gli altri senatori eletti in Abruzzo sono totalmente disinteressati a questo problema”.
“Comunque, grazie all’accordo raggiunto con i rappresentanti del governo, il vice ministro Stefano Fassina e i sottosegretari Pier Paolo Baretta e Giovanni Legnini – conclude – almeno per una buona parte del 2014 dovremmo poter tirare il fiato”.



