L’AQUILA – “Le modalità per lo stanziamento di 1,2 miliardi di euro aggiuntivi per i lavori di ricostruzione dei centri colpiti dal terremoto del 2009 verrà discusso nella prossima riunione del Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe)”.
Lo ha annunciato il capo del dipartimento per lo Sviluppo delle economie territoriali e delle aree urbane della presidenza del Consiglio dei ministri, Aldo Mancurti, in occasione della firma dei piani di ricostruzione dei Comuni di Villa Sant’Angelo e Goriano Sicoli.
Ancora non è certa la data della riunione, “il Cipe potrebbe riunirsi i primi di agosto oppure direttamente a settembre”.
In ogni caso, l’assegnazione di queste risorse per L’Aquila e i paesi del “cratere” sembra più vicina.
Un mese fa la Camera ha dato l’ok definitivo alla conversione in legge del decreto sulle emergenze, assegnando più soldi e mostrando un primo segnale di attenzione da parte dei protagonisti della attuale legislatura politica nei confronti del territorio colpito dal sisma del 2009.
Un interesse che, per Mancurti, è ancora forte. “La ricostruzione dell’Aquila è ancora tra le priorità nazionali”, ha dichiarato, rassicurando i sindaci su un’equa distribuzione delle risorse: “Le ripartizioni dei fondi sono sempre avvenute in totale accordo tra L’Aquila e gli altri 56 comuni”.
Il provvedimento è stato definito “leggina”, e prevede tra le altre cose l’anticipazione di cassa di 150 milioni a valere sui fondi della delibera Cipe numero 135 del dicembre 2012 per consentire l’avvio dei cantieri con i progetti già pronti.
Nella “leggina”, anche la questione della la proroga fino al 31 dicembre 2013 dei precari impiegati negli uffici della Provincia e del Comune dell’Aquila e degli altri centri impegnati nel post-sisma.
Proprio su questo argomento sono emersi alcuni paradossi, di cui AbruzzoWeb si è occupata: in particolare, l’obbligo per il Comune dell’Aquila a rinnovare i contratti esclusivamente agli stessi precari assunti nel periodo dell’emergenza post-terremoto.
Nel caso in cui questi decidano di non firmare, l’ente perderà i soldi senza poter sostituire queste persone con altre altrettanto qualificate.



