L’AQUILA – Dieci milioni di euro in 24 ore, per rimpinguare il 15° elenco dei beneficiari di buoni contributo per la riparazione degli immobili danneggiati dal terremoto del 6 aprile 2009, che verrà pubblicato oggi portandolo da 80 a 90 milioni complessivi, e avvicinarsi un po’ più al “tiraggio” ideale di 100 milioni a bimestre quando si ha la cassa piena come in questo periodo.
Una svolta arrivata ieri al termine di una lunga giornata, dopo che alle 6.30 del mattino l’assessore alla Ricostruzione Pietro Di Stefano aveva già condiviso sulla propria bacheca Facebook l’articolo con la sua sfuriata contro presidenti di consorzio, amministratori di condominio e tecnici lenti a produrre e integrare i progetti da un lato, e contro i vertici degli uffici comunale e speciale che aggiungono la proverbiale “acqua bollente sul cotto” dall’altro.
Tanto che, da quanto appreso, già pochi minuti dopo la mossa social di Di Stefano, qualcuno ha bussato alle porte di via Avezzano, a sportelli ancora chiusi, con le proprie pratiche alla mano.
A contribuire a raggiungere il bottino dei 90 milioni saranno, in particolare, gli ultimi arrivi di faldoni dalle frazioni di San Gregorio e Paganica.
Intanto, senza alzare troppo i toni, ma facendo alcuni distinguo precisi rispetto alle critiche ricevute da Di Stefano in una lettera irata, i due Fabrizi, Raniero, titolare dell’Ufficio speciale per la ricostruzione (Usra), e Vittorio, direttore dell’omonimo dipartimento comunale, rimandano al mittente le critiche.
“Di Stefano mi avrà scritto per conoscenza, è il dipartimento Ricostruzione che dipende dal Comune, non certo l’Usra”, rivendica Raniero Fabrizi.
Il dirigente comunale sottolinea invece che “di immobile in questi uffici non c’è nulla, l’assessore avrà voluto sollevare il dibattito, ma in realtà sa bene che cosa facciamo qui: sia noi sia l’Usra stiamo lavorando per migliorare i processi, ma i risultati sono comunque buoni”.
Il successore di Paolo Aielli una cosa già l’ha fatta rispetto al passato, fare in modo che le pratiche tra due uffici distanti pochi metri non venissero più portate dal corriere, ma da un dipendente: “Almeno quello! Siamo a 100 metri di distanza, era singolare, mi faceva venire da ridere una cosa del genere”.
Come ulteriore correttivo, è in arrivo lo sportello comune per l’esame espresso delle pratiche e delle integrazioni necessarie.
“Non sarà decisivo – avverte Vittorio Fabrizi -, ma inciderà proprio sulle duplicazioni di autocertificazioni e procedure cui faceva cenno l’assessore nella nota. Inoltre darà un servizio migliore ai tecnici e un luogo dove andare ai cittadini”.
E le “liste di proscrizione” con committenti e tecnici ritardatari da mettere online? “Per trasparenza e pungolo, non una punizione”, conclude Raniero Fabrizi.



