L’AQUILA – “Siamo in assenza totale di certezze, per noi ex ricercatori Intecs la vertenza è da considerarsi assolutamente ancora aperte, chiediamo sin da subito un incontro urgente con il prossimo presidente della Regione Abruzzo!”.

Lo scrivono in una nota gli ex ricercatori del Polo elettronico dell’Aquila, a casa da circa un anno e mezzo, dopo l’incontro di questo pomeriggio con il presidente vicario della Regione Abruzzo, Giovanni Lolli,che aveva annunciato in mattinata, durante una conferenza stampa, di aver trovato una soluzione con lo Soace Economy per il loro riassorbimento, tramite una startup sui software, la Forender 24, che secondo quanto riferito, “riassumerà fino a 30 dipendenti a tempo indeterminato, attingendo proprio dal bacino degli ex lavoratori”.

“Come noto – chiariscono i lavoratori in una nota – l’ipotesi di ricollocazione per i lavoratori licenziati da Intecs passa attraverso un accordo sottoscritto dalle Oo.Ss. e la Regione Abruzzo. In questi mesi, appurata l’idoneità dei profili professionali dei ricercatori, è stato individuato un percorso che prevede il riassorbimento da parte di una NewCo tecnologica a cui affidare quota parte delle attività, nell’ambito del bando del settore aerospace ItalGovSat, su cui la regione Abruzzo ha investito 10 milioni di euro”.

Tuttavia dalla riunione odierna con l’assessore alle Attività produttive sembrano non essere emersi passi avanti, “non abbiamo certezze di nessun tipo, in quanto non sono ad oggi disponibili nè una pianificazione dei tempi di riassorbimento nè il numero dei ricollocabili attraverso questa operazione”.

L’assessore, inoltre, su richiesta dei lavoratori si è impegnato a produrre una delibera di giunta, come suo ultimo atto, per dare continuità a quanto sinora imbastito.

“Ricordiamo che, a più di un anno dal licenziamento, la situazione dei lavoratori è sempre più preoccupante poichè non hanno alcun sostegno di natura economica e il protrarsi dell’attesa di soluzioni industriali vedrà peggiorare ulteriormente le condizioni loro e delle loro famiglie”, concludono.

Va ricordato che si tratta di tutte figure altamente professionalizzate, laureati o esperti in informatica, che hanno avuto esperienze di lavoro in Italia e all’estero e che si trovano a casa da quasi due anni, “troppo vecchi per lavorare, troppo giovani per la pensione”, è lo slogan con il quale da mesi i ricercatori hanno portato avanti una protesta pacifica davanti la sede della Regione Abruzzo in via Da Vinci, con un camper, sul quale si sono alternati per tenere alta l’attenzione sul problema. (l.l.)