L’AQUILA – Permetterà alla ricerca italiana di essere in prima fila per dare la caccia alla materia oscura, il finanziamento di 60 milioni annunciato oggi dal presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e destinato ai Laboratori nazionali del Gran Sasso dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn).

“I 60 milioni permetteranno di migliorare la qualità di questo laboratorio, in parte con l’ammodernamento delle infrastrutture delle gallerie, ma soprattutto con lo schermaggio attivo di una delle tre gallerie”, ha spiegato il presidente dell’Infn, Fernando Ferroni.

Lo schermaggio totale permetterà ai Laboratori del Gran Sasso di essere competitivi su un campo di ricerca importante come quello della materia oscura, la materia invisibile e inafferrabile che occupa il 25% dell’universo.

L’esperimento dei Laboratori del Gran Sasso che punta a ‘vedere’ la materia oscura e a scoprire le particelle che la costituiscono si chiama Darkside. La schermatura totale della galleria che diventa possibile con il finanziamento annunciato oggi dal presidente del Consiglio ha una grandissima importanza per la ricerca: “è come scavare a mille metri profondità, dà un valore aggiunto che ci permette di competere a livello internazionale”, ha rilevato Ferroni.

Darkside è uno degli esperimenti visitati oggi da Renzi, insieme al ministro per l’Istruzione, l’Università e la Ricerca, Stefania Giannini. Accompagnati da Ferroni e dalla giunta dell’Infn, hanno visitati la sala C, che ospita l’esperimento. Grazie alla protezione dei 1.400 metri di roccia sotto i quali si trova, e un domani grazie alla schermatura, Darkside deve intercettare le particelle che sono i più probabili componenti della materia oscura, chiamate Wimp (Weakly Interacting Massive Particle) e per farlo utilizza l’Argon liquido alla temperatura di meno 189 gradi. “Darkside è la nostra scommessa”, ha detto ancora Ferroni: oltre a dare la caccia alla materia oscura, l’esperimento è importante per le ricadute nella ricerca industriale.

C’è infatti il progetto Aria, per la costruire un’ infrastruttura di ricerca nelle miniere del Sulcis. Un accordo tra Infn e Regione Autonoma della Sardegna prevede la possibile riconversione dei pozzi della miniera di Monte Sinni, per farne un enorme ‘distillatore’ per rifornire di Argon l’esperimento Darkside, ma anche mettere altri materiali preziosi a disposizione della ricerca.