L’AQUILA, 5 GIUGNO – “Meno male, che bello… Speriamo che continui, è una sensazione bellissima”. Si è commosso al momento di riaprire il “corso stretto” il vice sindaco dell’Aquila, Giampaolo Arduini (nella foto), che ha ricevuto l’onore e l’onere di rimuovere l’ultima transenna dal primo cittadino, Massimo Cialente, assente alla cerimonia.

“Quale aquilano – ha ricordato Arduini – non si è dato almeno una volta nella vita appuntamento ai Quattro cantoni? Ecco, finalmente abbiamo di nuovo i Quattro cantoni. Non sono tutti e quattro aperti, perchè ci manca la via che porta al Comune, presto speriamo di riaprire anche quella. Speriamo di ridare spazio a tutti quegli artigiani, quei commercianti, quelle persone che vogliono tornare al centro storico a lavorare. Ce ne sono tanti, ce la metteremo tutta, cercheremo di facilitare il loro ritorno perché è necessario che ciò accada nei limiti delle possibilità del Comune ma anche nella massima sicurezza, perché non dobbiamo essere precipitosi. Il centro storico però deve tornare a vivere, perché L’Aquila è il centro storico”.

Da Arduini però arriva una specificazione importante. “Il centro – ammonisce – non è riaperto, abbiamo riaperto la strada principale che collega la Fontana luminosa con la Villa comunale e consente di attraversare il centro da Sud a Nord, e basta. Questo non significa che abbiamo riaperto il centro: L’Aquila resta in una situazione di grande e grave difficoltà e ancora chissà per quanto dovrà convivere con questo stato di cose”.

“Siamo preoccupatissimi – ha attaccato il vice sindaco – per la vicenda tasse. Siamo preoccupatissimi per come il Governo non mostra la dovuta attenzione nei confronti della nostra città. Siamo preoccupatissimi per come Berlusconi e Tremonti stanno affrontando la vicenda-L’Aquila. Ci sentiamo veramente abbandonati, non è possibile che questa città ottenga tutto all’ultimo momento e non si possa programmare più nulla, perché qualunque programmazione senza avere le risorse è inutile”.

Sull’assenza del sindaco, infine, Arduini ha spiegato che “non c’era per ragioni di famiglia, molto semplice. Proprio oggi – ha svelato – è il ventisettesimo anniversario del matrimonio, quindi mi ha chiesto di essere presente. Non nascondo che mi ha fatto piacere, perché da aquilano che la notte del 6 aprile 2009 dormiva, viveva e da sole cinque notti era tornato ad abitare in centro, dopo esserci nato e vissuto, beh, oggi è stata una bella soddisfazione e vale la pena anche per il tanto lavoro che tutti noi facciamo tutti i giorni. Faccio gli auguri al sindaco per questo anniversario e lo ringrazio per avermi delegato a essere presente alla riapertura del corso”.