L’AQUILA – “Rimane la nostra preoccupazione sulla situazione complessiva d’incertezza e riserviamo di dare un giudizio solo in presenza di determinazioni concrete sul futuro di Strade dei Parchi per garantire l’occupazione, la sicurezza sul lavoro, il reddito e la continuità contrattuale di tutte le lavoratrici e lavoratori coinvolti”.
Ad affermarlo unitariamente Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Sla Cisal e Ugl Viabilità e Logistica, al termine della riunione al Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile sulla revoca delle concessioni delle autostrade A24 e A25 a Strada dei Parchi, della holding del gruppo abruzzese di Carlo Toto, poi sospesa con l’accoglimento da parte del Tar del Lazio del ricorso di Sdp.
La situazione resta di grande incertezza. Ieri con un decreto monocratico il Tar ha anticipato al 27 luglio prossimo l’udienza collegiale in camera di consiglio, fissata inizialmente il 7 settembre, per entrare nel merito del ricorso e
Uno dei nodi cruciali è quello del futuro dei dipendenti, che, ha stabilito il decreto di revoca, dovrebbero essere assorbiti dall’Anas, ad eccezione dei quadri dirigenziali. Sempre se il ricorso di Spd sarà respinto. Nelle 94 pagine del ricorso al Tar di Roma presentato da Strada dei Parchi, si è osservato che la revoca “potrebbe mettere a rischio l’8% del prodotto interno lordo dell’Abruzzo, con centinaia di licenziamenti”, causando, senza più incasso dei pedaggi, il default della società ex concessionaria e con gravi ripercussioni sull’intera holding di Carlo Toto, che dà lavoro a 1700 persone.
E c’è anche il rischio di danno erariale di “ingenti proporzioni”, a carico dell0 Stato se il ricorso di Strada dei Parchi fosse accolto, con un “ben superiore a quella dovuta in caso di recesso o risoluzione per fatto non addebitabile al concessionario”, ovvero 2,5 miliardi.
“Il Ministero delle Inffrasttrutture – riferiscono le organizzazioni sindacali – ha espresso esplicitamente la volontà di determinare soluzioni condivise, finalizzate ad assicurare la continuità occupazionale, i diritti economici, normativi e retributivi e le garanzie contrattuali a tutto il personale coinvolto attualmente nelle attività, compresi I lavoratori con contratto a tempo determinato e gli stagionali. Per concretizzare tutto ciò, appena chiarito definitivamente il contenzioso, il Ministero ci ha preannunciato la volontà di definire congiuntamente alle organizzazioni sindacali, un protocollo in cui condividere tempi, condizioni, modalità e garanzie, per dare seguito alle soluzioni condivise”.
“Da parte nostra, evidenziando che il dispositivo normativo attuale necessità di ulteriori elementi di tutela per le lavoratrici e lavoratori coinvolti direttamente e nell’indotto – affermano infine Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti Sla Cisal e Ugl Viabilità e Logistica – abbiamo apprezzato la volontà del Mims stesso di avviare un percorso condiviso, attraverso anche uno specifico protocollo e pertanto quella ministeriale rimane la sede naturale del confronto avviato oggi”.





