PESCARA – Ci sono anche due abruzzesi nel gruppo neonazista “Werwolf Division” (Divisione nuova alba), sgominata ieri dalla Digos con 12 arresti, nell’ambito di una inchiesta della Procura di Bologna Le accuse sono di associazione con finalità di terrorismo, propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa e detenzione illegale di arma da fuoco. Secondo gli inquirenti, avrebbero pianificato “gravi attentati” anche attraverso l’azione di “lupi solitari”. Tra cui un attentato alla premier Giorgia Meloni, “fascista finché non è andata al governo”.
Come riferisce il quotidiano Il Centro, tra gli arrestati c’è infatti Diego Cavallucci 44 anni di Pescara, che almeno a quanto si legge nel dispositivo avrebbe avuto un ruolo di propaganda e proselitismo, mentre tra gli indagati c’è il trentaquattrenne Damiano Tiberii di Colledara, anche qui per il coinvolgimento nei compiti esecutivi e condivisione in rete della propaganda dei progetti del gruppo eversivo,
A capo dell’organizzazione il bolognese Daniele Trevisani “Il Comandante”, il bolognese Andrea Ziosi “L’Editore” e Salvatore Nicotra, “l’Istruttore”, di Granarolo
Nel mirino ci sarebbe stata anche Giorgia Meloni. Alcuni degli indagati, secondo le accuse, avevano svolto non solo un’attività di dossieraggio sul conto della premier, ma avevano anche analizzato i suoi spostamenti e studiato i luoghi nei pressi di Palazzo Chigi e di piazza Monte Citorio per trovare un posto adatto a compiere l’attentato. Si tratta, secondo gli investigatori, di una “cellula organizzata”, già in fase operativa e in grado di realizzare atti eversivi.
L’inchiesta è nata nel 2019 a Napoli, quando la Digos ha trovato un canale Telegram, cominciando a indagare. “Dall’analisi del traffico si arriva a un altro canale, Werwolf Division, di chiara ispirazione nazista, all’interno del quale gli utenti e gli amministratori possono condividere messaggi e file multimediali”, scrive la gip Nadia Buttelli nelle pagine dell’ordinanza di custodia cautelare. Proprio questo gruppo Telegram sarebbe stato la base dell’organizzazione. Il canale era stato chiuso e poi riaperto con il nome di “Divisione nuova alba”. Contava circa ottanta iscritti e ospitava post dal chiaro contenuto nazista ed eversivo, inneggianti ad un “nuovo Stato autoritario” da far nascere con la “distruzione del sionismo e del regime liberale”.
Scrive La Repubblica, “l’organizzazione teneva dentro un po’ di tutto. Basta guardare i profili sui social per trovare come unico filo conduttore il negazionismo e il complottismo. Si va dai No Vax che postano le teorie più strampalate scovate sul dark web, alle tesi negazioniste sull’Olocausto. Pagine e pagine per tentare di dimostrare come lo sterminio di milioni di essere umani altro non è “che un falso”. E ancora, “tra di loro citano autori americani e scrittori francesi che fanno a gara per affermare la «superiorità della razza ariana» o semplicemente «di quella bianca». Tra i guru del gruppo Heinrich Himmler e Adolf Hitler, di cui riportano frasi, e interi passi di discorsi. Nelle immagini si esibiscono le bandiere della X Mas e magliette con teschi e scritte “Belli come la vita e neri come la morte”. E poi ancora fotografie delle “Gloriose SS”, dei reparti speciali tedeschi e, naturalmente del Duce. Nelle carte dell’inchiesta vengono segnalati i siti web da cui «traevano ispirazione», come «Aristocrazia fascista» e «Ardire». Indottrinati dai circuiti dei tanti gruppi estremisti legati a “Ordine di Hagal”, a loro volta cercavano adepti da indottrinare con teorie sui complotti giudaico-sionisti”.





