L’AQUILA – Almeno 35 edifici e istituti verranno stralciati dall’elenco delle scuole inserite dal commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, nel decreto 61 del maggio scorso con il quale vengono ripartire risorse per 221 milioni finalizzati ad interventi di messa in sicurezza e riparazione a seguito del terremoto del 6 aprile 2009. Lo stesso commissario spiega: “I controlli sono iniziati prima della trasmissione tv”.

Fondi destinati all’Abruzzo dal Cipe nell’ambito del programma “Scuole Abruzzo – il futuro in sicurezza” al centro della puntata di domenica sera della trasmissione televisiva Report che ha scatenato polemiche e un infuocato dibattito.

La nuova lista verrà presentata a metà novembre, o al massimo per la fine del mese, in concomitanza con la pubblicazione di un nuovo decreto commissariale che redatto al termine dell’istruttoria delle pratiche e degli schemi progettuali proposto per ogni singolo istituto: una verifica delle autocertificazioni che Sindaci dei Comuni e Provveditorato alle opere pubbliche hanno prodotto per accedere ai fondi.

Con il decreto correttivo scompariranno quegli edifici dove i problemi rilevati non sono connessi alla scossa del 6 aprile 2009 (il cosiddetto ‘nesso di causalità’ tra sisma e danni strutturali), come ad esempio le scuole di Ortona (Chieti), Arsita (Teramo) Castel del Monte (L’Aquila, dove al posto della scuola è presente la sede del Comune) o Corfinio (L’Aquila).

Come sia stato possibile che tutti gli edifici siano finiti in un unico calderone lo spiega Antonio Morgante, responsabile della segreteria del commissario per la ricostruzione, “Per poter accedere ai fondi Cipe avevamo bisogno di un elenco da stilare sulla scorta delle indicazioni giunte dai singoli territori. Solo in quel modo saremmo potuti riuscire ad ottenere un piano di stanziamenti così corposo per la messa in sicurezza degli edifici scolastici”; se, infatti, nel decreto Abruzzo, al comma 4 dell’articolo 4, viene proposta la possibilità di accedere ai fondi Cipe occorre precisare che i fondi sono destinati non in via esclusiva alle scuole dell’Aquila e del cratere ma di tutte quelle che  hanno riportato danni a seguito del sisma.

“Stiamo ultimando di valutare i singoli progetti e se da un lato ci saranno scuole che verranno stralciate – spiega Mortange – dall’altro verranno reinseriti edifici scolastici che in un primo momento erano rimasti esclusi, come, per esempio, quelli di Rocca di Mezzo e Castel di Sangro, entrambi Comuni in provincia dell’Aquila. Al termine della fase istruttoria e con il decreto correttivo vedrete il nuovo elenco. La necessità è quella di far partire al più presto i lavori su tutto il territorio regionale, dopo quelli già iniziati nell’aquilano, nella marsica e in valle peligna”.

Nel corso della trasmissione televisiva di Rai3 l’assessore alle politiche sociali Stefania Pezzopane lamentava l’esiguità di fondi destinate alle scuole dell’Aquila.

In realtà, stando a quanto afferma Morgante, “i soldi per le riparazioni degli edifici pubblici, e quindi anche delle scuole, sono contenuti nella legge sul terremoto”.

Resta, comunque, il clamore suscitato da una trasmissione televisiva che ha alzato un polverone su una vicenda apparentemente abbastanza semplice da gestire, sia dal punto di vista istituzionale sia della comunicazione.

CHIODI: “CONTROLLI INIZIATI PRIMA DELLA TRASMISSIONE TV”

“In relazione a quanto appare sulla stampa desidero correggere il messaggio secondo cui i controlli sui finanziamenti del Piano Scuole d’Abruzzo sono partiti a seguito delle polemiche sorte dopo la messa in onda della trasmissione Report di domenica scorsa”.

Lo afferma il Commissario Delegato per la Ricostruzione e Presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, commentando le notizie sul servizio di Report di domenica scorsa.

“Come è facile riscontrare sul sito del Commissario, – ha continuato – già dal 21 giugno scorso ho richiesto a tutti i soggetti attuatori di attestare alcuni requisiti necessari per la conferma di detti finanziamenti. Tali attestazioni sono pervenute quasi tutte, come stabiliva la stessa lettera del 21 giugno, entro i primi giorni di luglio”.

“Ed è da quella data che conosciamo la maggior parte dei casi che non hanno i requisiti prescritti. Inoltre, sempre da giugno scorso, è iniziata una attività di collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale per evitare, quanto più possibile, di destinare risorse a favore di quegli edifici che a breve saranno interessati dalla riforma scolastica in essere”.

“Ricordo infine, come stabilito dal decreto numero 61, che tutti gli interventi, per avere la definitiva ammissione a finanziamento, dovranno essere esaminati dalle strutture commissariali che ne valuteranno la legittimità giuridica, la sostenibilità tecnica e la congruità economica. Il sistema così articolato di controlli e procedure garantirà, a prescindere da ogni polemica, la stretta osservanza delle norme che informano le attività di riparazione e messa in sicurezza degli edifici dell’Abruzzo colpiti dal sisma del 6 aprile 2009”.