L’AQUILA – La reliquia di papa Giovanni Paolo II, rubata nella chiesa di San Pietro della Ienca e spezzata dai tre giovani autori del furto, potrebbe essere ricomposta definitivamente dalla polizia Scientifica, in particolare il tessuto intriso di sangue del pontefice.

Il questore dell’Aquila, Vittorio Rizzi, ha offerto questa possibilità all’arcivescovo dell’Aquila, monsignor Giuseppe Petrocchi, che ora dovrà dare una risposta.

Ricomposta una prima volta stamani dal vescovo ausiliare, monsignor Giovanni D’Ercole, la reliquia comunque non verrà restaurata e non sarà ricollocata nel santuario alle falde del Gran Sasso, zona cara al beato.

Secondo quanto appreso da fonti della Curia, infatti, sarà presa in consegna dall’arcivescovo Petrocchi.

Intenzione della chiesa aquilana è chiedere una nuova reliquia alla Postulazione della causa di canonizzazione del pontefice che sarà proclamato Santo ad aprile.

Nel santuario la reliquia restaurata o quella nuova torneranno, però, solo dopo l’installazione di sistemi di sicurezza: il luogo sacro è ora incustodito.

“Ci auguriamo che ci venga donata una nuova reliquia – dicono dalla Curia – perché i pellegrini non vedano frammenti, ma un’immagine nuova”.