ROMA – In totale saranno otto le regioni chiamate alle urne quest’anno: oltre all’Emilia Romagna e alla Calabria, dove si voterà domani, è previsto il voto in Veneto, Campania, Toscana, Liguria, Marche e Puglia.

E’ possibile poi che si torni a votare anche in Valle d’Aosta dopo le dimissioni, in dicembre, del presidente Antonio Fosson.

Come avvenuto già per il 2019 non ci sarà però una data unica: si parte domani dove le urne saranno aperte in Emilia Romagna e Calabria, in una sorta di election day che riguarderà quasi 5,5 milioni di elettori.

Nelle altre Regioni invece le elezioni ci saranno nella primavera insieme al primo turno delle amministrative.

Le ultime regionali prima di quelle di domani, sono state in Umbria dove il centrodestra ha vinto, allargando il suo divario con il centrosinistra.

Con l’Umbria sono salite a 12 le Regioni in mano alla coalizione di centrodestra mentre restano 8 quelle al centrosinistra, comprendendo nel computo anche la Valle d’Aosta a guida autonomista con il nuovo presidente Renzo Testolin (Union Valdotaine) dopo le dimissioni, come si diceva, del presidente Antonio Fosson – arrivate all’indomani dell’avviso di garanzia nell’ambito di un’inchiesta per scambio elettorale politico mafioso – e con la Lega all’opposizione.

Il centrodestra – il suo sorpasso è arrivato con la vittoria di Vito Bardi in Basilicata nel marzo 2019 – detiene la Lombardia, con Attilio Fontana governatore; il Friuli Venezia Giulia, in mano a Massimiliano Fedriga; la Provincia di Bolzano di Arno Kompatscher (Svp-Lega) che si posiziona nell’area autonomista ma di centrodestra; il Piemonte che ha visto Alberto Cirio sconfiggere Sergio Chiamparino; la Liguria in mano a Giovanni Toti; il Veneto tenuto saldamente da Luca Zaia; la Basilicata, andata appunto a Vito Bardi il 24 marzo scorso; la Sicilia, dove governa Nello Musumeci; la Sardegna, conquistata da Cristian Solinas; l’Abruzzo guidato da Marco Marsilio; il Molise di Donato Toma e l’Umbria dove governa Donatella Tesei. A livello territoriale andrebbe sommata inoltre anche la Provincia di Trento guidata da Maurizio Fugatti, ma fuori dai conteggi ufficiali per quanto riguarda le Regioni.

Al centrosinistra rimangono la Toscana governata da Enrico Rossi, la Valle d’Aosta con neopresidente Renzo Testolin, le Marche con Luca Ceriscioli, la Puglia, guidata da Michele Emiliano, il Lazio, dove è governatore Nicola Zingaretti, la Campania, dove il governatore è Vincenzo De Luca.