L’AQUILA – Una vera e propria mannaia si è abbattuta sui 107 ammessi alla prova scritta per il concorso indetto dal Consiglio regionale d’Abruzzo per  l’individuazione di due posti da “assistente addetto stampa”.

Solo in 17, infatti, hanno ottenuto la sufficienza, 21/30, nella redazione di un servizio sulla legge numero 22 del 30 ottobre 2009 su “Disposizioni sulla partecipazione della Regione Abruzzo ai processi normativi dell’Unione Europea. Procedure ed esecuzione degli obblighi comunitari”.

Tanti, anche dalla Sicilia, oltre che dall’Abruzzo e da altre regioni del Centro Italia, avevano risposto al bando: 223 in tutto, considerata la natura del contratto a tempo indeterminato offerta dall’Ente pubblico, anche se la prova concorsuale ha destato più di una perplessità tra gli addetti ai lavori e non.

Tra i requisiti obbligatori per la presentazione delle domande non era prevista la laurea (come invece prevede la legge numero 150 del 2000 che regola la comunicazione degli enti pubblici e in cui non vengono contemplate le figure di assistenti addetti stampa), mentre i futuri vincitori saranno inquadrati come categoria “C”, la stessa di un impiegato di segreteria.

Eppure l’iscrizione all’albo dei giornalisti era considerata come condicio sine qua non per essere ammessi al concorso.

La commissione esaminatrice non ha fatto sconti a nessuno, nonostante il piccolo esercito di aspiranti assistenti addetti stampa fosse composto da giornalisti professionisti, persone che lavorano nella pubblica amministrazione sicuramente non dall’altro ieri e altre che della comunicazione fanno una professione.

Forse l’argomento estratto era troppo complesso e alcuni non sono riusciti a “centrare” la notizia, altri, magari, avranno commesso errori marchiani inducendo gli esaminatori a bollare il compito come insufficiente.

Sicuramente quello del 15 per cento di ammessi alla prova orale, che si svolgerà nei giorni 15 e 16  novembre con colloqui incentrati su elementi di diritto (costituzionale, amministrativo), leggi che regolano l’informazione, la privacy e la pubblica amministrazione, è un dato bassissimo, specie in considerazione del fatto che tutti i partecipanti sono iscritti albo dei giornalisti, pubblicisti o professionisti.

Delle due l’una: o l’accesso alla professione deve essere regolato in maniera più stringente oppure la selezione era davvero di quelle ‘quasi’ insuperabili.

Più di una perplessità e malumore serpeggiano tra gli esclusi. Qualcuno pensa addirittura a ricorsi amministrativi per bloccare tutto: qualcuno ritiene di avere ragione, altri proprio non ce la fanno a sopportare l’idea di non aver superato la prova.

“Sono qui per provare” era la risposta più frequente la mattina del compito scritto alla guardia di finanza del 6 settembre scorso, ma in fondo tutti sperano di poter raggiungere la chimera del posto fisso. E a fatica, spesso, si riconosco i meriti altrui tra i giornalisti come in qualsiasi altra categoria professionale.

A presiedere la commissione esaminatrice è il dirigente responsabile dell’attività amministrativa del Consiglio regionale, Paolo Costanzi, sostituto del dirigente dell’Ufficio Stampa, Giovanni Ruscitti, che si è dimesso dopo il rilievo di incompatibilità con uno dei canddiati, mentre gli altri componenti sono la giornalista Selenia Secondi, indicata dall’Ordine dei giornalisti d’Abruzzo, e dell’esperto in tecniche di valutazione e selezione del personale Federica D’Aurora. Annalisa Ianni ricopre il ruolo di segretaria della commissione.

Questo l’elenco degli ammessi agli orali pubblicato sul sito del Consiglio regionale: Nunzio Maria De Luca, Gennaro Della Monica, Giovanni Desideri, Massimiliano Di Stefano, Stefano Faieta, Marino Fiorà, Francesco Flamminio, Alfonso Francia, Maria Teresa Liberatore, Valeria Masciantonio, Gilberto Petrucci, Antonio Ranalli, Valeria Arena, Chiara Buccini, Serena Carestia, Alessandra Clementi, Alessandra Cococcetta.

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