L’AQUILA – Tutti gli appalti e le spese della Regione a portata di click, norme stringenti per evitare conflitti d’interessi, rotazione dei dirigenti, tutele e garanzia di anonimato ai dipendenti che segnalano illeciti e monitoraggio dei tempi di smaltimento delle pratiche.

È quanto è previsto nel Piano anticorruzione che anche la Giunta regionale, come già avvenuto per il Consiglio, approverà entro il mese di marzo, come conferma ad AbruzzoWeb la responsabile sel settore Elena Sico.

Il provvedimento fa seguito al “Codice di comportamento dei dipendenti”, approvato a febbraio, di cui il Piano rappresenta un ampliamento. A oggi la bozza con la “rivoluzione anti-furbetti”, in conformità a quanto previsto dal Piano nazionale anticorruzione, è consultabile sul sito della Regione Abruzzo, nella sezione “Avvisi”. E potrà essere oggetto di osservazioni e contributi da parte dei lavoratori dell’ente, ma anche da semplici cittadini.

Una possibilità concessa fino al 12 marzo, compilando un modulo da inviare alla mail [email protected].

Molte saranno le misure previste dal Piano volte a prevenire fenomeni di corruzione e per rendere la macchina amministrativa più efficiente e vicina al cittadino.

“Sul fronte della trasparenza – spiega la Sico – sarà obbligatoria la pubblicazione sul sito della Regione, alla sezione Amministrazione trasparente, di  tutti gli atti, in particolare finanziamenti, autorizzazioni, appalti, consulenze. E non solo, dovranno essere resi pubblici tutti dati relativi ai concorsi e all’area del personale”.

Altra novità sarà il constante monitoraggio dei tempi dei procedimenti amministrativi. In questo modo sarà molto più difficile che le pratiche restino nei cassetti o a prendere polvere sugli scaffali. E l’efficienza della burocrazia potrà essere monitorata in tempo reale dai cittadini.

Sarà prevista la rotazione del personale dirigenziale e dei titolari di posizione organizzativa che operano nelle aree a più elevato rischio di corruzione.

Ci sarà poi tutta la disciplina relativa alle incompatibilità. La Sico anticipa qualche esempio: “il principio a cui il Piano si dovrà attenere è quello della divisione e non commistione tra ruoli amministrativi e incarichi politici, per evitare conflitti di interesse. Nella bozza di delibera si prevede, pertanto, che prima di tre anni un assessore comunale di una città sopra i 50 mila abitanti non potrà avere incarichi dirigenziali nella Giunta, come pure non potrà diventare dirigente un ex-presidente di una società partecipata”.

Altra incompatilità riguarderà i dirigenti, che non potranno, nei tre anni successivi alla cessazione del rapporto di pubblico impiego, svolgere attività professionale presso imprese e soggetti privati che hanno rapporti economici con la Regione.

“È il principio del ‘revolving door’, della ‘porta girevole’ – spiega la Sico – grazie al quale si vuole evitare che un dirigente favorisca prima di andare un pensione un’impresa privata, che poi contraccambierà i vantaggi ottenuti con un’assunzione o una consulenza”.

Coloro che hanno riportato condanne, anche non passate in giudicato, per reati contro la pubblica amministrazione non potranno poi essere nominati membri di commissione per l’accesso e la selezione a pubblici impieghi (anche con compiti di segreteria), di commissioni di aggiudicazione di gare, o diventare funzionari di uffici preposti alla gestione di risorse finanziarie.

Sul Piano anticorruzione molta attenzione sarà data alle modalità di concessione di contributi nel settore cultura, anche alla luce delle recenti vicende giudiziarie che hanno coinvolto la Giunta regionale abruzzese. Si stabiliranno criteri oggettivi e rigorosi controlli e un dirigente non potrà erogare un finanziamento a favore di un’associazione di cui fa parte.

Il Piano richiama poi la misura del “Whislteblowing”, o “gola profonda”, previsto dal Codice di comportamento, ovvero la tutela dei dipendenti pubblici che segnalano illeciti, a cui sarà garantito l’anonimato.

I dipendenti che operano nelle aree esposte a maggior rischio di fenomeno corruttivo saranno oggetto di specifici interventi formativi.

Il Piano dovrà prevedere azioni di sensibilizzazione della società civile e l’Ufficio relazioni con il pubblico potrà diventare il front office dove raccogliere le segnalazioni e i suggerimenti dei cittadini.

“Il Piano – conclude la Sico – doveva essere approvato entro il 31 gennaio, ma abbiamo preferito prenderci qualche settimana in più per elaborare un provvedimento più dettagliato, per renderlo ancora più efficace”.