L’AQUILA – Sono 27, per un totale di 27 milioni e 253 mila 963 euro, gli immobili di proprietà della Regione Abruzzo che l’ente ha deciso di dismettere. Ci sono l’ex Cofa di Pescara, l’attuale sede del Gran Sasso Science Institute, all’Aquila, l’ex Enal di Chieti, e la vecchia sede dell’Aptr di Teramo.
La delibera, proposta dal governatore Luciano D’Alfonso e votata dalla giunta lo scorso 4 giugno, prende le mosse dalla legge regionale 17 del 2007, quella relativa alle misure finanziarie urgenti per risanare il deficit accumulato dal sistema sanitario regionale, e che già all’epoca prevedeva l’alienazione “del patrimonio immobiliare non suscettibile di utilizzo istituzionale”.
Di recente il patrimonio della Regione è cresciuto dopo l’acquisizione degli immobili di proprietà di enti soppressi, in particolare dell’Arsa e dell’Aptr. Immobili, si legge nella delibera, che risultano non utilizzati e non necessari per le finalità istituzionali della Regione. Per questo saranno venduti all’asta.
Tra gli immobili più importanti, dal punto di vista economico, c’è il complesso dell’ex Cofa, a Pescara, al quale è stato attribuito un valore di stima pari a 13 milioni di euro. Si tratta di un’area di 25mila metri quadrati, di cui 3.190 in uso alla Capitaneria di porto. L’area un tempo ospitava il mercato ortofrutticolo. Poi, era stata abbandonata al degrado. Nel 2010 furono approvati i progetti di bonifica, da parte di Regione e Comune, e attualmente l’area è in grado di ospitare eventi culturali. Una decisione, quella di vendere l’ex Cofa che ha provocato la rivolta del centrodestra che ha chiesto un immediato intervento del Consiglio comunale.
“Siamo all’atto finale di quella che, sin dall’inizio, è apparsa come una strategia, certamente non tesa alla tutela dell’interesse pubblico, del Pd sulla destinazione e sul riutilizzo di quella superficie strategica e di assoluto rilievo – ha commentato il capogruppo di Forza Italia al Comune di Pescara Marcello Antonelli -. Un’area sulla quale, con il centrodestra al governo di Regione, Provincia e Comune di Pescara, avevamo progettato un’iniziativa pubblica di valorizzazione, scongiurando ogni possibile intervento edilizio speculativo, ma piuttosto prevedendo uno sviluppo che avrebbe valorizzato la destinazione turistico-ricettivo-ambientale della superficie, trasformandola nel nuovo Polo attrattivo di Pescara”.
“Il governatore ‘fregandosene’ di Pescara, dei pescaresi e del consiglio comunale, decide di vendere quell’area. Fratelli d’Italia già domani chiederà che venga aperto subito un tavolo con la Regione Abruzzo: non consentiremo che quest’area sia oggetto di speculazione a danno dello sviluppo turistico della città”, ha aggiunto Guerino Testa (FdI).
In vendita anche l’ex Fea, con valore ancora da definire. Sempre a Pescara, sono in vendita l’ex sede dell’Aptr di via Fabrizi (229mila euro), e quella di via Paolucci (128mila euro),il terreno ex Gi di lungomare Matteotti (365mila euro),oltre ai caselli idraulici di via Raiale (78mila euro), via del Circuito (70mila) e di Scafa (54mila euro).
A Chieti Scalo, in viale IV Novembre, c’è il palazzo Ex Enal. Si tratta di un edificio con una superficie di circa duemila metri quadrati, tipico esempio di architettura fascista, progettato dall’architetto Camillo Guerra, che conserva la scalinata a doppia rampa a forma elicoidale e che oggi ospita il Museo di Scienze Biomediche. A pian terreno, dove si trovava il cinema-teatro, oggi c’è l’auditorium del Museo. Il valore di stima è di 5 milioni e 200mila euro.
Lungo viale Crispi, all’Aquila, c’è poi il palazzo dell’ex Gil. Altro esempio di architettura fascista, fino agli anni ’90 del secolo scorso ha ospitato l’Isef, poi la facoltà di Scienze motorie. Dopo il terremoto del 2009, e gli opportuni interventi di recupero, è diventato la sede del Gran Sasso Science Institute (Gssi). L’istituto ha stipulato con la Regione un contratto di locazione con opzione di acquisto. Ora l’edificio si trova al centro di un programma di recupero e valorizzazione di un’area più vasta che parte dal palazzo dell’Emiciclo e arriva fino a piazzale Paoli, dove dovrebbe sorgere il “Parco della Memoria”, in ricordo delle vittime del terremoto. Il valore di stima ammonta a 3 milioni e 300mila euro.
Altri beni situati all’Aquila, precedentemente inseriti nei piani di dismissione, saranno invece oggetto di nuove valutazioni. Si tratta di immobili resi inagibili dal terremoto del 2009 e non ancora ripristinati, che adesso potrebbero invece essere riutilizzati, si legge nella delibera, “a fini istituzionali in ragione delle mutate esigenze dell’amministrazione”. Tra questi, palazzo Selli e l’immobile dove aveva sede l’assessorato ai lavori pubblici, in via San Bernardino.
In vendita anche la sede dell’Aptr di Sulmona, un complesso in località Incoronata del valore di 683mila euro e la ex sede dell’Arssa a Gioia dei Marsi (92mila euro).
A Teramo, in via Mazzini, si trova un fabbricato composto di tre palestre già inserito nell’elenco dei beni da alienare nel 2007. Il valore di perizia è di un milione 650mila euro. La palestra ex Gi di Giulianova, invece, viene venduta a 305mila euro. A Caramanico la Regione vende il complesso turistico “Dancing Il Lampioncino” (30.552 euro) e il complesso Sant’Elena (38.552 euro), oltre all’ex mulino (44.931 euro).
Nell’elenco delle dismissioni figurano molti edifici, compresi diversi appartamenti. Si tratta di quelli in via Baroncini, a Chieti (valore di stima 167mila euro), di Silvi Marina, in via Garibaldi (ex sede Aptr, dal valore di 105.696 euro), del palazzo del Genio civile di Avezzano (fabbricato costituito da 4 alloggi, 2 autorimesse, magazzino e giardino, del valore di 200mila euro), della ex sede dell’Aptr dell’Aquila, in via XX Settembre (appartamento di 193 metri quadrati al primo piano e locale commerciale al piano terra di 88 metri quadrati), per la quale il valore di stima ammonta a 226mila euro.
Nell’elenco, anche una “casetta minima” al Parco del Sole, all’Aquila, un fabbricato di 119 metri quadrati per il quale la Regione chiede 150mila euro, il terreno ex avicolo di via Colle di Mezzo, a Pescara, il cui valore di perizia ammonta a 632mila euro, il magazzino ex Cofa a Ortona (un capannone di 773 metri quadrati del valore di 230 mila euro), la ex sede Aptr di Teramo (366mila euro), una porzione del vivaio Acquaviva di Teramo (11mila euro).
La Regione Abruzzo chiarisce in un incontro con la stampa, attraverso il segretario particolare della presidenza della Giunta Regionale Enzo Del Vecchio, la posizione dell’Ente sul destino di alcuni immobili che rappresentano il patrimonio immobiliare della Regione Abruzzo, in particolare su ex Cofa ed ex Fea.
Alcuni degli immobili in vendita, infatti, nei giorni scorsi sono stati oggetto di polemiche, in particolare da parte del consigliere regionale di Forza Italia, Mauro Febbo, che ha parlatpo di “ennesimo scippo di D’Alfonso” in merito all’annunciata vendita del palazzo ex Enal che “deve rimanere a totale disposizione sia dell’Università, che ne gestisce una parte, sia della città poiché da sempre è luogo di incontro della cultura teatina e della ricerca scientifica universitaria e, soprattutto, parte inscindibile di quel patrimonio cittadino che insieme alla civitella e altri immobili di valore, costituisce un unico percorso museale”.
“Le delibere della Regione riguardano la valorizzazione del patrimonio regionale. La vendita è un atto successivo finale ad una serie di procedimenti e provvedimenti che mettono in risalto la valorizzazione dei beni per poterli rendere fruibili per la collettività. Nel merito e nello specifico, quando si prepara un piano di valorizzazione immobiliare, la legge nazionale 112, gli enti sono tenuti a redigere un conto di quello che è il valore del proprio patrimonio. Quindi il patrimonio di ex Cofa ed ex Fea ha un valore intrinseco”.
“Per l’ex Cofa – ha detto Del Vecchio – non c’è assolutamente una vendita perché nella delibera regionale c’è scritto che anche la procedura di valorizzazione è sospesa poiché c’è una interlocuzione con il Comune di Pescara che deve risolvere alcuni problemi urbanistici rispetto all’insediamento previsto. Per l’ex Fea, sulla delibera è scritto che è in atto un avviso pubblico. Mercoledì 20 mi sembra di ricordare il servizio patrimonio della Regione Abruzzo procederà alla gara pubblica con il soggetto rimasto, e si tratta di una associazione di Reggio Emilia, per la valorizzazione di quel bene ai fini turistici e culturali. Quindi ribadisco che si tratta di valorizzare i beni e poi alla fine, quando ciò non è possibile – ha concluso Del Vecchio – anche la possibilità di procedere alla vendita, ma certamente né ex Cofa né ex Fea sono nella disponibilità di una alienazione”.






