L’AQUILA – Proprio nel giorno dell’approvazione della nuova macrostruttura dirigenziale della Regione Abruzzo, a scuotere l’ente c’è un nuovo addio nella squadra dei capi dipartimento, che dovrebbero essere i principali fautori della “revolution” nella macchina amministrativa per renderla “facile e veloce”, come predica il governatore, Luciano D’Alfonso.

A lasciare stavolta è Carmine Cipollone, che aveva l’interim prorogato di mese in mese del delicato settore Personale, ancora a caccia di un titolare.

Le dimissioni di Cipollone seguono quelle dell’ingegnere Vittorio Di Biase che, nel marzo scorso, aveva lasciato il ruolo di capo del dipartimento Opere pubbliche, governo del territorio e politiche ambientali, dichiarandosi stanco dei ritmi forsennati dalfonsiani, poi rimpiazzato da Emidio Primavera.

Prima ancora aveva rinunciato alla nomina anche il direttore dei dipartimento alla Sanità Giovanni Farinella, sostituito da Angelo Muraglia.

A tirare fuori la notizia stavolta sono stati i consiglieri regionali di Forza Italia Mauro Febbo e Lorenzo Sospiri, subito, però, “rampognati” dall’assessore al ramo Silvio Paolucci.

LA NUOVA MACCHINA AMMINISTRATIVA

Sette dipartimenti, una direzione generale e tre servizi autonomi: è la nuova macrostruttura della Regione Abruzzo, che ieri è stata cristallizzata in una serie di delibere di Giunta.

Negli undici provvedimenti approvati in serata figura la nuova organizzazione scaturita dalla legge regionale numero 35/2014: ogni dipartimento ha individuato i propri servizi con le relative competenze e gli uffici facenti capo a ciascun servizio.

“L’organizzazione della macrostruttura – ha spiegato il direttore generale della Regione, Cristina Gerardis – ha la ratio di valorizzare la governance della direzione generale allo scopo di garantire appieno l’attuazione del programma di mandato attraverso il coordinamento dei servizi, esaltando quelli che hanno un’interfaccia diretta con il territorio e possono assicurare un plusvalore all’utenza”.

A suo dire “siamo riusciti a creare un risparmio annuo di 192.695 euro senza tagliare il numero dei dirigenti. Questo risultato – prosegue – è stato ottenuto grazie a un’analisi dell’attività dei singoli servizi mirata su tre obiettivi: evitare duplicazioni, accentrare le attività con valenza trasversale ed eliminare gli uffici la cui attività aveva ricaduta di scarsa o nulla utilità al territorio”.

Su questo argomento l’assessore Paolucci, titolare della delega alla Rivoluzione della pubblica amministrazione, esprime “soddisfazione per l’approvazione di queste delibere. Finalmente abbiamo portato a termine la riorganizzazione della macchina regionale iniziata con il varo della legge 35 – ha fatto notare – un rivolgimento che ha avuto come punto di riferimento gli obiettivi legati al programma di governo e alle linee strategiche individuate con il Dpefr”.

“La nostra stella polare è stata l’efficienza, sia all’interno della struttura che nei confronti dell’utenza esterna: ora possiamo lavorare con velocità e linearità”, conclude.

l’ennesimo ADDIO

FEBBO E SOSPIRI: “MA QUALI GRANDI NOMI, DIMISSIONI CONTINUE”

“La realtà a oggi, dopo quasi un anno di governo, racconta tutta un’altra storia: non solo i grandi nomi non sono mai arrivati ma addirittura quelli che c’erano si stanno dimettendo! L’ultima storia in ordine di tempo riguarda le dimissioni del dott. Carmine Cipollone che ha lasciato l’incarico di capo dipartimento (una volta detto direttore) del settore Bilancio e Risorse Umane”.

Così il presidente della commissione di Vigilanza e consigliere regionale di Fi Mauro Febbo e il capogruppo di Forza Italia, Lorenzo Sospiri, sulla nuova rinuncia ai vertici dei dipartimenti regionali nominati in seguito alla riforma della macchina amministrativa.

Per i due forzisti, “in principio c’erano grandi annunci e nomine di peso per i dipartimenti, la grande riforma della macchina burocratica e poi quella della ‘Regione facilissima per le imprese’ che, stando ai magnifici proclami del presidente D’Alfonso dovevano, rappresentare la grande rivoluzione per la Regione Abruzzo pronta a dare 100 mila nuovi posti di lavoro (magari!)”.

“Queste defezioni fanno da contraltare alle sfarzose anticipazioni di D’Alfonso – proseguono i due forzisti – e che nei mesi scorsi aveva promesso l’arrivo grandi dirigenti per risollevare le sorti dell’ente regionale. Basti ricordare l’ex ministro Fabrizio Barca, l’ex vice segretario della Regione Lombardia, Antonello Turturiello, il responsabile Affari comunitari della Conferenza delle Regioni, Andrea Ciaffi o Giovanni Farinella, ex Kpmg, società di revisione dei bilanci”.

“Di questi professionisti dal curriculum prestigioso nemmeno l’ombra, essendo rimasti solo nei sogni del presidente della Regione, costretto oggi a rimpiazzare un altro importante dirigente”, proseguono.

I due denunciano ancora il fatto che “non solo, abbiamo notizie che la Giunta ha approvato tutta una serie di delibere che prevedono una nuova riorganizzazione dei dipartimenti che, di fatto, boccia tutto il lavoro fatto, poco e male, in questi mesi. Ridisegnare i dipartimenti significa iniziare tutto daccapo, con nuovi bandi per la designazione dei nuovi direttori eccetera.Quindi tutto fermo, tutto bloccato, purtroppo”, concludono Febbo e Sospiri.

PAOLUCCI: “RINGRAZIO CIPOLLONE. SOSPIRI E FEBBO PARLANO ANCORA?”

“Come è noto, nel mese di dicembre 2014 il capo del dipartimento Risorse della Regione non fu individuato e fu nominato direttore pro-tempore il dottor Carmine Cipollone, che ringrazio sinceramente per l’opera prestata. A distanza di sei mesi occorre riattivare il bando, come prevede la legge”, ribatte Paolucci.

A proposito delle polemiche sollevate sulla questione dai consiglieri regionali di Forza Italia l’assessore giudica “sconcertante che dichiarino su tutto e su tutti proprio coloro che hanno lasciato in eredità agli abruzzesi 530 milioni di disavanzo, dato che emerge dal riaccertamento dei residui 2013”.

Sul fatto che Cipollone sia il secondo direttore a dimettersi in pochi mesi, Paolucci osserva che “è comprensibile che la quantità e qualità del lavoro che si svolge oggi in Regione abbia determinato queste due rinunce, un fatto che prima non accadeva e del quale tocchiamo con mano i risultati”.