L’AQUILA – Un anno fa, il 25 maggio 2014, le elezioni regionali che hanno incoronato Luciano D’Alfonso presidente della Regione Abruzzo, ma il governatore ha un’altra data segnata con il circoletto rosso sul calendario.

“Vi devo correggere, un anno scatterà il 24 di giugno, e in quell’occasione tirerò una linea, ci sarà anche il ministro per lo Sviluppo economico Federica Guidi”, osserva al cronista di AbruzzoWeb che gli chiede una sensazione 12 mesi esatti dopo il voto.

“Il 24 giugno, il 24 giugno”, ripete ossessivamente, non concedendo alcuna dichiarazione. Qualcosa, però, D’Alfonso si lascia sfuggire, proprio in relazione al motivo dello spostamento della data che lui fissa come inizio ufficiale della sua attività da presidente della Regione rispetto a quella delle elezioni.

“Grazie alla legge Sospiri, la vita di questo Consiglio regionale è cominciata il 24 di giugno, con la Corte d’Appello”, obietta il governatore, ricordando le complicazioni della legge elettorale rinominata “Sospirellum” dal nome del consigliere regionale che l’aveva varata, Lorenzo Sospiri, ieri presidente della commissione Statuto, oggi capogruppo di Forza Italia all’opposizione.

Una legge di difficile interpretazione, con calcoli complicatissimi da stilare per stabilire i diversi eletti a livello provinciale nelle varie liste, tanto da causare una serie di ricorsi e continui cambiamenti con entrate e uscite di nomi nel “parlamentino” del nuovo Consiglio all’indomani del voto, e di conseguenza una serie di ricorsi.

Ricorsi che si sono conclusi a giugno, come dice D’Alfonso, ma il 17, non il 24, quando l’ufficio centrale regionale, organismo che era incaricato di proclamare gli eletti insediato presso la Corte d’Appello dell’Aquila, ha proclamato nella circoscrizione di Chieti Alessio Monaco nuovo consigliere regionale di Regione facile, al posto di Antonio Innaurato, che era stato eletto come undicesimo consigliere del Partito democratico nella prima versione della nuova assemblea legislativa.

Solo dopo questa nomina, due settimane più tardi, il 31 giugno, il Consiglio ha potuto riunirsi per la prima volta a palazzo dell’Emiciclo nella sua nuova composizione. Non sarà il 24 come dice il presidente, ma in effetti è un mese dopo il voto.

“In un mese di lavoro si possono fare tante cose…”, conclude D’Alfonso dando appuntamento a tra 30 giorni per il suo primo bilancio annuale.

Chissà che nel frattempo non riesca a tirare fuori la nuova legge elettorale, la “legge obiettivo” e la legge sull’Aquila capoluogo: tre provvedimenti che, un anno fa, appena eletto, aveva indicato come priorità a breve termine e dei quali, invece, non si parla più.