AVEZZANO – “Scippo alla Marsica? A me non risulta, gli uffici regionali che si occupano di agricoltura avranno altre e più funzionali competenze, con gli stessi dipendenti, senza trasferimenti di personale. Abbiamo solo razionalizzato il servizio a beneficio anche e soprattutto dei tanti operatori agricoli”.

Cade dalle nuvole l’assessore regionale all’agricoltura Dino Pepe, Partito democratico, che delle polemiche che infiammano la politica regionale sul presunto scippo di uffici lo apprende da AbruzzoWeb, ma poi risponde illustrando il nuovo schema con cui la delibera di Giunta regionale numero 403 dello scorso 27 maggio ha riorganizzato gli uffici del dipartimento Politiche dello sviluppo rurale e della pesca.

Una riorganizzazione che mescola le carte in particolare nella Marsica, capitale dell’agricoltura abruzzese dove, assicurano i tecnici dell’assessorato, “gli uffici vengono sì ridotti, come ovunque in Abruzzo, ma i servizi vengono potenziati”.

La pensa all’opposto un agguerrito fronte bipartisan, che accusa Pepe e il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, di aver trasferito in massa gli uffici a Pescara, “città cara al presidente”.

In prima fila gli esponenti politici regionali marsicani di centrodestra e centrosinistra, come il presidente del Consiglio, Giuseppe Di Pangrazio, Pd, e quello della commissione Bilancio, Maurizio Di Nicola, Centro democratico, il presidente della commissione Agricoltura, Lorenzo Berardinetti, Regione facile, e ancora i consiglieri regionali Emilio Iampieri (Forza Italia) e Gianluca Ranieri (Movimento 5 stelle), che hanno pronta un’interrogazione, a cui si sono aggiunti anche i consiglieri provinciali dell’Aquila Gianluca Alfonsi (Fi) e Felicia Mazzocchi (Ncd).

Pepe, però, non si scompone più di tanto alle bordate che gli arrivano da più fronti, premettendo, comunque, di essere “aperto al dialogo per migliorare ulteriormente l’assetto”.

E gli uffici dell’assessorato elencano ad AbruzzoWeb quello che in Marsica c’era prima e quello che ci sarà a breve, per dimostrare che “non è in atto nessuno scippo e depotenziamento”.

LA MAPPA

Ad Avezzano erano presenti prima di tutto il “Servizio politiche forestali”, con un ufficio. Poi il “Servizio riforma fondiaria e controlli”, con tre uffici (Affari generali e patrimonio ex Arssa, Controlli, Tutela marchi e internazionalizzazione).

E ancora il “Servizio gestione territorio”, anch’esso con tre uffici (Ufficio del suolo e laboratorio, Sviluppo agroenergie e tutela biodiversità, Riorganizzazione demanio armentizio).

Infine il “Servizio ispettorato provinciale per l’agricoltura” con due uffici.

“Con la riorganizzazione – spiegano i tecnici dell’assessorato – è vero che alcune competenze vengono concentrate a Pescara, o anche all’Aquila, ma altri saranno invece concentrati ad Avezzano. Il numero degli uffici viene ovunque ridotto perché così il sistema non funzionava, era troppo farraginoso”.

Infine invitano a considerare che “la valutazione non può essere solo aritmetica, perché nella sostanza i nuovi servizi e uffici di Avezzano, seppure accorpati e ridotti di numero, avranno competenze pesanti, e quello che più conta, più funzionali a beneficio degli imprenditori agricoli e dei cittadini e delle loro esigenze”.

Ad esempio sparisce l’ufficio Affari generali e patrimonio ex Arssa, “non avendo più senso – spiegano all’assessorato – essendosi conclusa la transizione che ha fatto seguito alla soppressione dell’Agenzia regionale dello sviluppo agricolo”.

L’ufficio che si occupa di patrimonio sarà solo quello dell’Aquila, per tutto il territorio regionale.

Le competenze che prima erano dell’ufficio “Tutela marchi internazionalizzazione”, saranno tutte trasferite ai due uffici già operativi a Pescara. Idem per l’Ufficio sviluppo agroenergie e tutela biodiversità, “per ragioni di costi e razionalità nell’organizzazione del lavoro”.

Il servizio Politiche forestali sarà tutto concentrato a L’Aquila, “perché è a dir poco irrazionale che una stessa pratica deve continuare a viaggiare per centinaia di chilometri tra uffici sparsi nella regione”.

In compenso la Marsica avrà il Servizio ispettorato provinciale per l’agricoltura, accorpando anche l’Ufficio dell’Aquila. E sarà potenziato l’ufficio “Suolo e laboratorio”.

E Avezzano sarà soprattutto la sede del Servizio territoriale per l’agricoltura Abruzzo Ovest (quello “Abruzzo Est” avrà sede a Teramo, quello “Abruzzo Sud” a Chieti), con tre uffici, che si occuperanno di molte funzioni, dai controlli, ai vari pagamenti delle indennità, e di tutte o quasi le autorizzazioni.

C’è poi il Servizio presidi tecnici di supporto al settore agricolo. Con un ufficio che si occuperà di tutta la programmazione faunistica venatoria, del nuovo Osservatorio faunistico regionale, del Piano di Sviluppo rurale, del risarcimento danni da fauna selvatica.

PEPE: “LA MARSICA GUADAGNA COMPETENZE PESANTI”

“Avezzano e la Marsica – assicura Pepe – guadagnerà altre e pesanti competenze. Tante istruttorie per ottenere licenze e autorizzazioni prima venivano istruite a Pescara, ora direttamente ad Avezzano, e negli altri uffici territoriali, e non si dovrà assistere a nessun viaggio della speranza”.

Infine Pepe spiega che “visti i ritardi e le inefficienze registrate negli anni passati, opportunamente del Piano di sviluppo rurale si occuperà un ufficio ad hoc a Pescara, ma tutte le pratiche relative al Psr potranno essere presentate negli uffici periferici, quindi per gli utenti non solo non cambierà nulla, ma avranno la garanzia che i fondi europei saranno spesi presto e bene”.

E controbatte al centrodestra ricordando che “la chiusura dell’Arssa ha prodotto di disservizi su tutto il territorio regionale e in particolare sulla zona fucense. Il centrodestra con la chiusura di uffici e servizi ha reso uno schiaffo forte all’agricoltura abruzzese. Noi ci stiamo ponendo rimedio”.