PESCARA – È scontro sull’acquisto da parte della Regione Abruzzo della City, il mega complesso immobiliare sulla Tiburtina, a Pescara dove troveranno posto gli uffici della Regione. Ieri Domenico Pettinari per il Movimento 5 Stelle ha lanciato bordate contro il progetto, definito uno “spreco di denaro”, mentre è stato difeso invece a spada tratta dal consigliere regionale del Partito democratico Alberto Balducci, a nome della sua maggioranza, ce lo considera invece un “oculato investimento”.

Il complesso immobiliare La City riunirà in un’unica sede gli uffici pescaresi, che adesso sono sparsi tra viale Bovio, via Raffaello e via Conte di Ruvo.

Un complesso da 18 mila e 234 metri quadrati in cui troveranno spazio tre edifici: il Business center con uffici e negozi, alto quattro piano con superficie complessiva di 14.600 metri quadri,  il palazzo Company che, si legge nelle slide di presentazione, “pensato per uffici statali o parastatali, totalmente indipendente dagli altri due corpi di fabbrica del progetto”, con 5 piani di circa 250 metri quadri ciascuno. E infine un Business hotel, a quattro stelle e con sala conferenze da 300 posti. Il complesso è dotato di parcheggio di 600 posti auto, un parco pubblico da 6mila metri quadrati, e altri parcheggi privati Gli edifici utilizzeranno pannelli fotovoltaici.

La Regione si appresta ad acquistarlo al costo di 34 milioni e 750 mila euro, che salgono a 42 milioni e 388 mila euro se si aggiunge l’Iva. Il canone concordato è pari a un milione e 724 mila euro all’anno, cifra che verrà detratta dal prezzo nel momento in cui l’acquisto verrà perfezionato.

A vendere è la “Iniziative Immobiliari Abruzzesi”, di cui è socio di maggioranza relativa il costruttore Marco Sciarra, con il 34 per cento delle azioni.

Le altre quote sono detenute da un altro noto imprenditore Giuseppe Girolimetti, con il 20 per cento, dal patron del Pescara Calcio, Daniele Sebastiani, con il 12 per cento, e dall’industriale Mauro Angelucci, 10 per cento.

Oltre a La City, la Regione manterrà a Pescara la sede di Piazza Unione, e gli uffici culturali sulla Tiburtina, oltre al complesso immobiliare di Cepagatti.

“La Regione – ha detto in conferenza stampa Pettinari, paga annualmente per gli edifici in locazione 1,1 milioni di euro. Domani, con la City, il canone salirebbe a circa 1,8 milioni. Il contratto prevede la locazione per 9 anni, rinnovabili per altri 9 nel caso in cui la Regione non riesca a procedere all’acquisto per 42 milioni di euro entro i primi tre anni, e dunque invece di risparmiare sugli affitti, la Regione si troverebbe a pagare circa 700mila euro in più per chissà quanti anni”.

Infine Pettinari fa notare che “per ogni dipendente la norme della spending review prevedono uno spazio tra i 20 e i 25 metri quadrati, e oggi ci sono 23mila metri quadrati per 701 dipendenti su Pescara, vale a dire 33,5 metri quadrati per ogni addetto, 8,5 in più rispetto a quanto previsto dalla legge”.

Opposto il giudizio di Balducci.

“Attualmente – ha ribattuto  il consigliere – gli uffici della Regione sono dislocati in più punti della città, in immobili sia di proprietà che in affitto con canoni pari a 1,1 milioni. Il nuovo canone di 1,8 milioni è in realtà in conto capitale per un immobile nuovo del valore di 42 milioni di euro. La Regione con questa scelta evita spese di parte corrente per fitti passivi e investe su un immobile che potrà essere acquistato esercitando un diritto di opzione nei primi tre anni con recupero dei canoni versati.

“Una scelta diligente da buon padre di famiglia sotto il profilo economico – aggiunge Baducci – ma ancor di più una scelta intelligente e razionale sul versante delle logiche lavorative: pensare ad una Regione con i suoi dipendenti che lavorano in uno stesso edificio, così come avviene per gli uffici di L’Aquila, non può che offrire uno status migliore al personale sul versante dell’efficacia e dell’efficienza dell’azione amministrativa”.