L’AQUILA – Durissimo scontro oggi durante i lavori della commissione regionale sulla sanità in cui era prevista l’audizione del presidente della Regione e commissario per la sanità, Gianni Chiodi. I consiglieri regionali del Pd hanno abbandonato i lavori della commissione, mentre a loro ha replicato il governatore per il quale “sulla sanità deve esserci confronto su strategie e non su liturgie”
CONSIGLIERI PD ABBANDONANO LAVORI COMMISSIONE SANITA’
L’AQUILA – I consiglieri regionali del Pd, Giovanni D’Amico, Claudio Ruffini e Franco Caramanico, hanno abbandonato i lavori della V Commissione in cui era prevista l’audizione del Presidente-Commissario, Gianni Chiodi.
Il Presidente aveva iniziato a rispondere alla prima delle otto domande che il Pd aveva annunciato ieri nel corso di una conferenza stampa, ma proprio alla prima domanda il dialogo si è interrotto.
Il Presidente Chiodi riferendosi al confronto che il Pd aveva chiesto sulla sanità anche per poter dare il suo fattivo contributo ha risposto che “forse il Pd non se n’è accorto ma c’è già stato. Una marea di incontri con sindaci e sindacati lo dimostrano. Se il confronto è rivolto ad accontentare clientele ed interessi particolari non sono disposto a questo confronto. Il confronto che richiedete non è quello nobile ”.
Queste le poche parole riportate in sintesi dal Presidente, che hanno indotto il Pd ad abbandonare la seduta.
“Adesso basta. Leggeremo i verbali e verificheremo se esiste l’eventuale contenuto diffamatorio. In tal caso daremo mandato ai nostri legali e se ci saranno le condizioni lo chiameremo a rispondere delle sue affermazioni”ad affermarlo è il capogruppo del Pd Camillo D’Alessandro.
“La verità è che Chiodi non ce la fa” riprende il capogruppo Pd in Regione, Camillo D’Alessandro “in Abruzzo se ne sono accorti tutti ed allora non gli resta altro da fare che gettare fango su di noi, che spesso ci sostituiamo alla maggioranza, studiamo i problemi, individuiamo le proposte che chiaramente lo mettono in difficoltà. Ed allora il Presidente preferisce sfasciare tutto. Non ci faremo trascinare nel ring, nella miseria delle argomentazioni e non consentiamo a nessuno di offendere noi e ciò che rappresentiamo” riprende D’Alessandro “di fronte ad una situazione del genere noi continueremo a farci carico delle ragioni dell’Abruzzo. Siamo una forza di opposizione determinata e Chiodi lo sa per questo tenta di colpirci con le menzogne, ma non ci fermerà perché per noi viene sempre prima l’Abruzzo e gli abruzzesi.”
Per i consiglieri regionali del Pd “E’ inaccettabile che il Presidente abbia usato questi toni, superando ogni misura ed arrivando persino all’offesa politica e personale. Questo atteggiamento dimostra assoluta mancanza di rispetto per il Consiglio regionale confermando di volerci escludere da ogni ulteriore decisione relativa al risanamento del sistema sanitario.”
“Nel frattempo non ha raggiunto il pareggio nel 2009, preannuncia una perdita di oltre 100 milioni di euro nel 2010, chiude interi ospedali, sta distruggendo la medicina del territorio, allunga le liste d’attesa. Ha creato una forte demoralizzazione degli operatori del servizio sanitario abruzzese. Non c’è appello per lui perché, ormai, la filastrocca che tutti i danni provengono dal passato è finita. Dal 2009 tutte le responsabilità ricadono sul suo modo di gestire autoritario e privo di riferimenti con la società abruzzese -dichiarano D’Amico, Ruffini e Caramanico – Ci preoccupa lo stato di inutilità in cui ha ridotto la sua stessa maggioranza, frastornata, soggiogata, nella irrilevanza dei ruoli. Auspichiamo che ci sia un sussulto da questa maggioranza perché dovranno spiegare agli abruzzesi cosa stanno facendo in Regione”.
CHIODI: “SU SANITA’ CONFRONTO SU STRATERGIE E NON SU LITURGIE”
L’AQUILA – “Se per confronto intendete una valutazione delle strategie e degli obiettivi, allora c’é stato in diverse occasioni, politiche, sindacali e con i sindaci”.
Il presidente della Regione Abruzzo, e Commissario ad acta per la Sanità, Gianni Chiodi, entrando in audizione alla Commissione consiliare “Affari sociali e Tutela della Salute”, ha replicato così ai consiglieri del Pd.
“Se poi il confronto auspicato – ha puntualizzato il presidente – è quello che conduce a scelte tese ad accontentare rivendicazioni particolaristiche e clientelari, quello che ha portato l’Abruzzo al drammatico stato della Sanità che ho ereditato, ebbene, si sappia, che non arretrerò di un passo. Per carattere e formazione sono sempre e comunque per il confronto, ma non per le liturgie della politica politicante. Le stesse che hanno sprofondato l’Abruzzo fino a questo livello di indebitamento”.
Secondo Chiodi “per troppo tempo il malinteso (talvolta strumentalmente) senso del confronto ha comportato nel migliore dei casi il non scegliere, la deresponsabilizzazione; nel peggiore dei casi la gestione politico-clientelare della Sanità”. “I risultati – ha aggiunto sono sotto gli occhi di tutti ed hanno visto la Regione Abruzzo avere il triste primato del debito (che ha anche raggiunto i 4 miliardi di euro), servizi sanitari non adeguati, liste di attesa lunghissime e costi elevati a fronte di prestazioni di bassa qualità”.
Chiodi, quindi, di fronte alla Commissione ha rilanciato con fermezza il “sì al confronto costruttivo ed il no alla dannosa e strumentale liturgia”. Il presidente ha ricordato altresì che “confronto costruttivo c’é stato anche in fase di elaborazione del Piano operativo 2010”. “Ma purtroppo non ve ne siete accorti” ha stigmatizzato rivolto ai rappresentanti delle forze di opposizione.
“Probabilmente – ha sottolineato Chiodi – perché per molti di voi il confronto non è sulle strategie ma su ciò che conduce, irrimediabilmente, a concessioni clientelari, dimostrando fragilità e cedevolezza verso gruppi di pressione localistici. Gruppi – ha osservato, infine, il Presidente Chiodi – che sicuramente non hanno a cuore l’interesse generale degli abruzzesi”.
A sostegno della validità delle scelte compiute in materia di razionalizzazione della rete ospedaliera, il Commissario alla Sanità ha citato gli ottimi risultati già conseguiti dalla Asl di Pescara che, proprio qualche giorno fa, ha reso noto di aver raggiunto una riduzione della migliore qualità dell’offerta sanitaria.
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