L’AQUILA – “Ancora una volta il commissario, Gianni Chiodi, si mostra inadempiente rispetto ai propri compiti di plenipotenziario della sanità regionale”.

Ad affermarlo il consigliere regionale Sel  Franco Caramanico che osserva come “le procedure di ricognizione dei debiti delle Asl regionali, volte ad accertare  in modo completo e definitivo le posizioni debitorie e creditizie delle aziende sanitarie abruzzesi,  non sono state ancora completate. E tutto questo a dispetto di quanto prevede il decreto legge del Governo che dava alle Regioni il termine di 15 giorni dal 31 maggio del 2010, giorno di entrata in vigore del testo, per completare il procedimento di certificazione e predisporre un piano per individuare modalità e tempi di pagamento. Ricordiamo che allo stato attuale attendono di essere certificati più di 800 milioni di euro che si riferiscono a debiti maturati fino al 2004″.

“Alla nostra interrogazione sui motivi di tali ritardi e sulla necessità di prendere adeguati provvedimenti, dando seguito all’azione avviata dal centro sinistra con il Piano di rientro, il presidente Chiodi ha risposto per voce dell’assessore al Bilancio, Carlo Masci, sostenendo che le Asl stanno completando l’attività di riconciliazione e certificazione. Peccato che questo avvenga a distanza di un anno dai termini previsti e dalle sollecitazioni in tal senso provenienti dal Tavolo nazionale”.

“Tali lungaggini – conclude Caramanico – hanno determinato una profonda confusione nell’erogazione delle somme dovute alle Asl e l’emergere di una sorta di “Far west” nell’organizzazione generale di questa parte importante della sanità pubblica. Ancora una volta Chiodi dimostra di non rispettare le regole e le leggi della Regione e dello Stato, “leggerezze” di cui pagano il conto gli abruzzesi”.