L’AQUILA – “Il Consigliere regionale Pdl Emiliano Di Matteo presenterà un emendamento per modificare la norma regionale relativa alla perequazione della Ria (Retribuzione individuale di anzianità) dei dipendenti regionali”.
È quanto si legge in una nota firmata da Carmine Ranieri (Cgil-Fp), Vincenzo Traniello (Cisl-Fp) e Fabio Frullo (Uil-Fpl) dopo la notizia diffusa nelle scorse settimane del rischio di un maxi contenzioso da 12 milioni di euro di 800 dipendenti che rivendicano il pagamento della retribuzione individuale di anzianità.
“La norma oggetto dell’emendamento è stato un atto di giustizia nei confronti di centinaia di lavoratori della Regione, in quanto riconosce, a parità di inquadramento giuridico ed economico e di anzianità, un’unica retribuzione di anzianità, eliminando sperequazioni tra un dipendente ed un altro”.
“Purtroppo la Regione Abruzzo non ha mai provveduto amministrativamente all’applicazione della norma, anzi ha atteso che iniziassero una serie di vertenze da parte dei lavoratori della Regione per far valere i diritti che la legge riconosce loro”.
“L’emendamento, teso ad abolire la suddetta perequazione, procurerebbe un forte danno a centinaia di lavoratori, oltre che a determinare due pesi e due misure tra il personale del comparto e della dirigenza. Il riconoscimento della Ria non è un privilegio come qualcuno afferma apoditticamente, ma è il riconoscimento di quella quota di salario che ciascun dipendente ha maturato nella Pubblica Amministrazione strettamente legato al percorso individuale di professionalizzazione”.
“Responsabilmente le Organizzazioni sindacali regionali di categoria hanno evitato di innescare sin da subito un contenzioso con l’Ente Regione, nell’auspicio che da parte dell’Ente ci fosse stata una volontà a trovare soluzioni che contemperavano le legittime aspettative dei lavoratori e le esigenze di bilancio della Regione stessa attraverso accordi di conciliazione. Questo non è avvenuto…anzi registriamo che, dopo le vertenze attivate da quasi tutti i dirigenti regionali e conclusesi con l’esborso da parte della Regione di decina di migliaia di euro per ogni dirigente, solo oggi si cerca di correre ai ripari emendando la norma che riconosce al resto dei dipendenti un diritto legittimo”.
“Invitiamo i Consiglieri regionali a meditare su questo atteggiamento schizofrenico dell’Amministrazione regionale e ad evitare provvedimenti legislativi profondamente ingiusti e lesivi della dignità dei lavoratori della Regione Abruzzo”.
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