L’AQUILA – Si infiamma, come era stato anticipato da questa testata, la corsa alla successione del noto e stimato manager di origini abruzzesi Barbara Morgante, ex presidente ed ad di Rete ferroviaria italiana (Rfi), alla direzione generale della Regione Abruzzo.

L’ormai ex dg, il 28 febbraio scorso, ha lasciato con largo anticipo l’ambita poltrona per assumere l’importante incarico di ad di una multinazionale greca per la distribuzione del gas acquisita da Italgas.

Pare che ad aver causato la decisione dell’abbandono non sia stato solo il trattamento economico decisamente più interessate, ma anche il fatto che il manager non sia sentito supportato adeguatamente nella sua azione dalla componente politica.

Comunque, la casella, la più alta della macchina amministrava regionale, è vuota con il ruolo che è quindi vacante. E la strada per la successione imboccata dalla Regione sta già provocando mal di pancia e malumori sia in seno ai dirigenti papabili sia tra le forze politiche della coalizione di centrodestra.

Gli uffici del settore Personale hanno lanciato il bando per il conferimento dell’incarico di dg il 2 marzo scorso con la scadenza per la presentazione della domande fissata dieci giorni dopo, cioè il 12 marzo prossimo.

Contestualmente, anzi due giorni prima della pubblicazione dell’avviso, il presidente Marco Marsilio, di Fdi, al quale spetta la responsabilità della scelta, ha inviato agli stessi uffici una istanza per la nomina di un facente funzione, nella persona del dirigente Eliana Marcantonio.

Alla quale, secondo quanto si è appreso, non è stata data ancora risposta: pare che gli uffici che politicamente sono guidati dall’assessore regionale Guido Liris e tecnicamente dal capo dipartimento, Fabrizio Bernardinis, stiano ancora esaminando la posizione di Marcantonio. In tal senso un piccolo giallo.

E col passare del tempo potrebbe anche saltare la reggenza visto che mancano pochi giorni alla scadenza del bando e quindi Marsilio potrebbe scegliere il nuovo dg tra gli idonei.

Comunque, sia la scelta di Marcantonio sia la mancata risposta hanno scatenato polemiche e scontri, che peraltro paiono solo all’inizio.

In effetti, è singolare la scelta di Marcantonio, come negli ambienti dirigenziali regionali viene sottolineato, anche se non pubblicamente.

La stimata dirigente è rientrata nei ranghi della Regione Abruzzo nello scorso mese di febbraio dopo due anni di assenza durante i quali ha lavorato nel commissariato per la ricostruzione post sisma Centro Italia guidata dall’ex vice presidente del Csm, parlamentare di centrosinistra e sottosegretario, l’avvocato abruzzese Giovanni Legnini.

Alla corte dell’ex consigliere regionale abruzzese di centrosinistra che oltre un anno fa ha lasciato l’Emiciclo per assumere la responsabilità della ricostruzione di territori colpiti dal sisma ricadenti in Abruzzo, Lazio, Umbria e Marche, Marcantonio è arrivata dopo aver firmato un contratto con la società pubblica Invitalia, che poi l’ha “prestata” al commissariato alla luce del fatto che la stessa società pubblica ha l’incarico di dare supporto all’attività di ricostruzione.

Ma c’è di più: la dirigente sarebbe di passaggio in Regione, infatti gli uffici del commissario, anche sulla scorta del nuovo incarico per la ricostruzione di Ischia, hanno chiesto ed ottenuto ancora le prestazione di Marcantonio attraverso l’istituto del comando. Inoltre, stando a fonti vicine alla burocrazia regionale, la dirigente avrebbe fatto causa  per mobbing ad un suo superiore.

In relazione al bando, sono annunciate le candidature di due dei favoriti, Bernardini e la dirigente dello staff della presidenza della Giunta, Emanuela Grimaldi.

Secondo quanto si è appreso, il primo sarebbe appoggiato da più di un collega e dai sindacati, per la sua esperienza e per il suo curriculum. Ma la sua competitor non sarebbe disposta ad arretrare di un millimetro. Sempre stando ai rumors, per la successione di Morgante, ci sarebbe un terzo incomodo: a presentare la candidatura anche un dirigente romano di area meloniana e quindi conosciuto e stimato dal governatore.

A proposito di Marsilio, avrebbe fatto una proposta ad un alto dirigente di un ministero a Roma ma avrebbe ricevuto un diniego per via del compenso nettamente inferiore. (b.s.)