L’AQUILA – “La Cgil Funzione pubblica ritiene assolutamente necessario snellire il numero dei dirigenti regionali”.
Lo afferma il segretario abruzzese del settore pubblico del sindacato, Carmine Ranieri, in merito alla riforma della legge regionale che regola l’organizzazione dirigenziale della Regione Abruzzo.
Anche il governatore, Gianni Chiodi, aveva ammesso, nei giorni scorsi, la necessità di una “cura dimagrante” per la burocrazia dell’ente.
“Mentre si discute della necessità di riformare la macchina amministrativa regionale prevedendo al contempo la riduzione delle posizioni dirigenziali – dice Ranieri – viene portata all’attenzione dei sindacati il piano per le assunzioni di personale per l’anno 2011, che prevede l’autorizzazione alla spesa di 673.829,50 euro per la copertura dei posti vacanti di qualifica dirigenziali attraverso lo scorrimento delle graduatorie concorsuali”.
“La Cgil-Fp ritiene che sia assolutamente necessario snellire il numero dei dirigenti e fino a qualche giorno fa credeva che ciò fosse anche la linea del governo regionale. Spiace verificare – attacca Ranieri – che le cose non stanno così. Alla data odierna la Regione dispone, oltre che dei dirigenti effettivi e di quelli a contratto, anche di quattro dirigenti comandati da altri enti”.
“Tale somma – spiega il sindacalista – rappresenta la spesa massima che la Regione potrà utilizzare per le assunzioni di personale, stante i vincoli imposti dalle manovre finanziarie nazionali”.
“Non c’è bisogno di ulteriori dipendenti – sottolinea Ranieri – soprattutto ora che ci troviamo in una fase di riorganizzazione nella quale, tra l’altro, la Regione ha già inserito nei propri organici una quarantina di dipendenti comandati e transiteranno in Regione ulteriori 400 dipendenti derivanti dallo scioglimento di quelli strumentali e dall’accorpamento delle comunità montane.
“È necessario ricordare – aggiunge – che una delle motivazioni addotte per lo scioglimento di tali Enti, era proprio la riduzione delle posizioni dirigenziali”.
“Peccato perché la Cgil-Fp condivide l’analisi emersa nel rapporto regionale sul personale secondo il quale la Regione Abruzzo ha, rispetto alle altre Regioni, meno personale intermedio (funzionari), moltissimi dirigenti e addirittura ancora personale nella fascia A, il livello più basso (uscieri, portalettere), così come si condivide la necessità di lavorare di buona lena sulla formazione.
Peccato davvero perché – dice ancora Ranieri – le riforme del ministro Renato Brunetta hanno invece bloccato tutti i processi di riqualificazione del personale, il presidente Chiodi non risparmia critiche spesso gratuite ai dipendenti, i processi di formazione sono pressoché inesistenti e i relativi capitoli di bilancio sono stati azzerati, non si parla mai di diminuire il personale delle segreterie politiche”.
“Il risultato è che la macchina non funziona ed il personale e totalmente demotivato. Peccato – conclude Ranieri – perché la Cgil, i lavoratori e la società sono pronti a fare la loro parte”.






