L’AQUILA – Ancora acque agitate nel centro destra in Regione, dove la bagarre di voci, dimissioni e clamorose riappacificazioni sono strettamente legate alle forti tensioni registrate dentro il movimento finiano di Futuro e Libertà per l’Italia, dove la nomina del parlamentare Giampiero Catone a coordinatore per il comitato costituente ha creato più di un mal di pancia.

Tra i primi a soffrirne è stato Alfredo Castiglione, che si sentiva ‘coordinatore in pectore’ e che di fronte alla scelta operata dal presidente della Camera Gianfranco Fini in persona ha preferito tornare nele Pdl: ad attenderlo, però, adesso non ci sono rose e fiori.

Nel partito e nel gruppo consiliare all’Emiciclo in Regione c’è già chi chiede le sue dimissioni da vice presidente della Giunta ed il ritiro delle deleghe, da ridistribuire tra gli altri membri dell’esecutivo: un dissenso reso ancora più evidente dalla lettera del consigliere regionale Lorenzo Sospiri che potrebbe sfociare in una clamorosa richiesta, ovvero quella di richiedere le scuse di Castiglione nella prima riunione utile del Pdl.

Un nuovo problema per il presidente della Regione Gianni Chiodi, già alle prese con i rebus delle sostituzioni in giunta degli ex assessori Daniela Stati e Lanfranco Venturoni, coinvolti in due inchieste giudiziarie nell’ambito delle quali sono indagati; con il rientro di Castiglione il governatore pensava, almeno per il momento, di aver salvaguardato equilibri territoriali e di forze interne al Pdl.

Se in casa Pdl non si ride non si respira ancora aria di serenità dentro Fli: dentro la metà della prossima settimana potrebbe essere definita la successione del parlamentare Daniele Toto al contestato Giampiero Catone, mentre al consigliere regionale Nasuti verrebbe affidata la responsabilità regionale del partito.

Un passaggio che sembra ormai scontato ma che non è stato certo digerito dalla componente catoniana.