PESCARA – “E’ necessario favorirne la democratizzazione della Tunisia attraverso percorsi di apprendistato per i giovani, l’aiuto alle amministrazioni locali e regionali nell’organizzazione delle elezioni e nella gestione dei loro progetti, e sostenendo la candidatura delle donne attraverso percorsi di formazione”.
Lo ha detto il Presidente del Consiglio regionale dell’Abruzzo, Nazario Pagano, nonché Presidente della Conferenza delle Assemblee legislative regionale europee (Calre), che questa mattina è intervenuto al Workshop dell’Aer, “Contributo al processo di democratizzazione della Tunisia”, in fase di svolgimento a Pescara. Il Presidente Pagano ha recentemente incontrato il Presidente Barroso per affrontare tematiche legate allo sviluppo delle regioni europee.
“In quella occasione – ha ricordato il Presidente – ho invitato la Commissione europea ad intraprendere e favorire una politica di dialogo e di scambio con quegli Stati della sponda meridionale del Mediterraneo, come la Tunisia, che oggi si trovano a vivere una stagione storica e politica assai delicata, ovvero quella della transizione democratica, dalla quale dipenderà la qualità della futura democrazia. La storia dimostra, infatti, come sia proprio nei periodi di transizione che vengono gettate le basi non semplicemente della democrazia, ma di una buona democrazia. Più solide saranno le basi su cui la democrazia sarà costruita, maggiori saranno le possibilità che la democrazia si consolidi e duri nel tempo”.
“E’ proprio il carattere transitorio della stagione politica che questi Stati stanno vivendo a rendere il ruolo dell’UE più che mai importante – osserva ancora Pagano –. Così come in passato è stata in grado di porsi, attraverso progressivi allargamenti, come un vero e proprio “ancoraggio” a garanzia dei neonati regimi democratici (è stato per il Portogallo, la Spagna, la Grecia, e per i nuovi membri dell’Europa centro-orientale, ndr), così oggi l’UE può mettere in campo una politica composita per la democratizzazione nella regione, fondata sul sostegno alla società civile e su un processo di lungo periodo di socializzazione alle norme democratiche”.
“Noi, in qualità di rappresentanti delle Regioni europee – ha aggiunto il Presidente Pagano nel suo intervento al Workshop dell’Aer, “Contributo al processo di democratizzazione della Tunisia” in fase di svolgimento a Pescara – non possiamo che seguirne il sentiero, mettendo in atto attività di institution e capacity building, tese non solo a favorire la costruzione di istituzioni democratiche, ma a dotare i paesi verso cui sono dirette delle capacità necessarie per rispondere in maniera efficace ed efficiente alle esigenze della comunità”.
“Ritengo quella intrapresa dall’ARE – ha sottolineato – la via migliore da percorrere nei confronti dei paesi di nuova democrazia per due ragioni: cooperare con essi, infatti, consentirà all’Europa intera di promuovere pacificamente il modello dello stato di diritto presso quelle realtà non europee, ma all’Europa molto vicine, di farvi riferimento, ovviamente nel rispetto delle loro caratteristiche, valori e specificità. Al contempo, assistendo quei paesi nel percorso di transizione alla democrazia, potremo aiutarli ad arginare i rischi che potrebbero derivare da un percorso di transizione debole e disordinato, e le sue ricadute negative non solo sull’assetto interno, ma anche aldilà dei propri confini. Si pensi, ad esempio, al fenomeno dell’immigrazione clandestina che oggi Stati come l’Italia, la Spagna e il Portogallo si trovano a dover affrontare”.
“Oggi – ha proseguito Pagano – non possiamo non tener conto dell’importanza strategica del Mediterraneo e tutti dobbiamo essere consapevoli che i nuovi problemi politici, economici e sociali nei vari punti del Mediterraneo costituiscono sfide comuni che richiedono un’impostazione coordinata. Solo così potremo fare del Mediterraneo una zona di dialogo, di scambi e di cooperazione, in cui siano garantite pace, stabilità e prosperità, che presuppongono una democrazia forte e durevole e uno sviluppo economico e sociale sostenibile ed equilibrato. Dobbiamo quindi impegnarci tutti – conclude Pagano – nel conferire alle future relazioni tra le sponde del Mediterraneo una nuova dimensione, basata su collaborazione e solidarietà”.





