L’AQUILA – Bene gli interventi “Start & Smart”, ma più attenzione ai fondi “a gestione Diretta”, “erogati a enti e imprese direttamente dalla Commissione Europea”.
È l’invito lanciato da Gianni Padovani, capogruppo del Partito socialista italiano in Consiglio Ccomunale all’Aquila.
LA NOTA COMPLETA
È di viva attualità il tema del già intenso lavoro della nuova Giunta Regionale anche in merito alla delineazione di nuove aree abruzzesi rientranti nell’articolo 107.3 c) del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea, dedicato agli interventi Smart & Start istituiti dal Mise.
Prospettiva interessante anche tenendo conto della parallela programmazione regionale per l’impiego e la gestione, in vista del nuovo settennato dell’UE 2014-2020, dei Fondi Strutturali Europei, risorse che grande vitalità potrebbero infondere al nostro territorio. Ben nota l’importanza che i fondi europei a gestione indiretta rivestono per la Regione, auspicandoci per il bene di tutti di superare in futuro la magra soglia del 59% del FES 2007-2013, ma sarebbe a mio giudizio parimenti utile non sottovalutare i vantaggi connessi a un’altra tipologia di fondi europei, quelli denominati “a gestione Diretta”, erogati ad Enti ed imprese direttamente dalla Commissione Europea sotto forma di appalti e progetti. Ancora oggi infatti i Fondi a gestione diretta godono di scarsa considerazione, se non addirittura di totale indifferenza, da parte dei soggetti che potrebbero e dovrebbero beneficiarne nell’interesse dell’intera collettività.
Anche se il flusso finanziario che i Fondi a gestione diretta veicolano attraverso “grant” (spesso a fondo perduto) ha un’entità vistosamente inferiore rispetto ai Fondi Strutturali, sarebbe comunque un grave errore non attivare una politica in grado di comprenderne l’enorme potenziale per la crescita e lo sviluppo della nostra Regione. Principalmente, ma non solo, in virtù dei campi di interesse che ne sono oggetto, settori che attualmente registrano impellenti necessità di supporto e promozione.
Tra questi, e solo per citarne alcuni: ricerca, istruzione, formazione, protezione ambientale, tutela dei consumatori, assistenza umanitaria, diritti fondamentali e giustizia, cultura, politica sociale, salute, trasporti. Riuscire finalmente, in concomitanza con l’inaugurazione di Europa Venti-Venti, ad avere cognizione di questo prezioso strumento di sostegno, come già insegnano alcune Regioni ed Enti locali della penisola, appropriandosi di concetti quali la transnazionalità e la leadership da capofila nei partenariati, attraverso il connubio tra risorse umane debitamente formate, ed una struttura ad hoc messa a disposizione dalla Regione (e non solo!) potrebbe significare il rilancio concreto, non più solo potenziale e/o verbale, di interi ambiti sociali che continuano a pagare un prezzo assai salato alle difficoltà del post-sisma ed alla crisi economica che da anni attanaglia anche il nostro Paese.




