L’AQUILA – “La Asl di Lanciano-Chieti-Vasto non ha, recentemente, emesso alcun provvedimento inerente la partecipazione alla spesa per prestazioni rese a pazienti in assistenza domiciliare integrata (Adi). Il pagamento delle prestazioni riguardava l’esecuzione di esami di laboratorio eseguiti presso il laboratorio analisi dell’ospedale di Chieti“.

Lo ha assicurato nel corso della seduta del Consiglio regionale di martedi scorso, l’assessore alla Sanità Silvio Paolucci, in risposta interrogazione presentata dal consigliere regionale Mario Olivieri, di Abruzzo civico, in cui si sottolineava che “il pagamento del ticket non sarebbe dovuto essere corrisposto dai pazienti in assistenza domiciliare integrata, in quanto l’assistenza domiciliare è considerata come un ricovero in ospedale”.

L’assessore alla sanità ha poi affermato che “i pazienti in Adi non devono corrispondere alcun pagamento di ticket, allorquando le prestazioni vengono autorizzate dal distretto sanitario” e che “la Asl di Lanciano-Vasto-Chieti ha dato disposizioni di considerare gratuite tutte le prestazioni fornite ai pazienti in Adi, coerenti con il Piano assistenziale individualizzato (Pai), ovvero tutte le prestazioni al di fuori del comunque autorizzate a livello distrettuale “.

Soddisfatto il consigliere Olivieri.

“Si è capito che in alcuni ambiti della Asl così come aveva fatto rilevare il segretario regionale della Intersindacale Medica, Walter Palumbo, il comportamento nei confronti degli assistiti a domicilio non era uniforme e che alcuni pazienti pagavano probabilmente un ticket non dovuto”.

E aggiunge che “dopo questa interrogazione, che il sottoscritto ha dovuto fare, dopo una nota inviata alla direzione sanitaria della Asl, in seguito alla quale non aveva avuto nessuna risposta, segno di una grande sensibilità nei confronti della Istituzioni, in tutta la Asl di Lanciano – Vasto – Chieti, le prestazioni in Adi autorizzate non dovranno pagare ticket. Evidentemente si aveva ragione di nutrire dubbi sulla questione, sia da parte del dottor Palumbo, che del sottoscritto”.