L’AQUILA – La prima commissione del Consiglio regionale (Bilancio) ha licenziato a maggioranza il progetto di legge che autorizza la Giunta a una spesa di circa 2,5 milioni di euro per pagare il mancato preavviso di 6 mesi per i 172 dipendenti che la Regione ha deciso di mandare in pensione entro la fine dell’anno grazie a una norma che risale a prima delle legge Fornero.

Si tratta del primo via libera a una norma propedeutica al maxi piano di pensionamenti deciso in particolare dal presidente, Luciano D’Alfonso, non senza voci polemiche, e anticipato da AbruzzoWeb.

Ora la delibera di Giunta numero 818, costituita da tre articoli, che fissa l’indennità pari alla “retribuzione spettante per il periodo di sei mesi”, sarà al vaglio del Consiglio.

Al costo di circa 2,5 milioni di euro una tantum per il mancato preavviso, fa da contraltare un risparmio di 4,5 all’anno, come emerge nella delibera di Giunta numero 817 del 5 dicembre scorso sulla “razionalizzazione della dotazione organica e conseguente identificazione dei ruoli in eccedenza o in soprannumero”.

La seduta pomeridiana del Consiglio è cominciata in forte ritardo, essendo stata aggiornata subito per convocare una conferenza dei capigruppo nella quale sono stati auditi rappresentanti dei centri di ricerca Cotir, Crab e Crivea, in grosse difficoltà economiche e senza stipendi da mesi.

A seguire una giornata particolarmente fruttuosa, che ha visto l’aprovazione della legge sul caregiver, della legge sulla rete escursionistica, E approvato a maggioranza (contrario il Movimento 5 stelle) il progetto di legge per le edificazioni di annessi rurali nelle zone agricole ricomprese nelle aree del cratere a seguito degli eventi sismici del 24 agosto e del 30.10 ottobre. Approvata all’unanimità la legge che apporta modifiche alla legge regionale 10 luglio 2002, sulla ” Disciplina delle acque minerali e termali”. La norma approvata a maggioranza, dispone l’estensione dei motivi di mancata concessione e decadenza del permesso o della concessione per la ricerca, la coltivazione e l’utilizzazione di acque minerali naturali, di sorgente o termali, in caso di violazione grave nel rispetto degli obblighi relativi al pagamento delle imposte e tasse o dei contributi previdenziali. Inoltre è stato approvato a maggioranza il progetto di legge che prevede un contributo economico una tantum di 200 mila euro nei confronti delle imprese del settore terziario e servizi del porto di Pescara che hanno subito danni a causa del mancato dragaggio portuale.

SI’ ALLA RETE ESCURSIONISTICA E AL CAREGIVER

Il Consiglio ha approvato a maggioranza la proposta di legge sulla “Istituzione Rete escursionistica alpinistica speleologica torrentistica Abruzzo (Reasta) per lo sviluppo sostenibile socio-economico delle zone montane e nuove norme per il Soccorso in ambiente montano” di cui sono primi firmatari i consiglieri regionali del Pd Pierpaolo Pietrucci e Luciano Monticelli e quello di Regione facile Lorenzo Berardinetti.

Con il centrosinistra hanno votato sì il centrodestra e il consigliere di Sinistra italiana Leandro Bracco. Astenuto  il Movimento 5 stelle.

Nelle precedenti sedute, sull’argomento c’era stato lo scontro tra Pietrucci e l’assessore regionale alla Montagna Donato Di Matteo, oggi assente per motivi di salute.

Ieri nel corso di un incontro per presentare 59 nuove guide alpine i proponenti avevano sottolineato l’importanza di approvare la Reasta per coordinare le attività degli esperti.

E’ stata approvata poi all’unanimità  la Legge sul riconoscimento del caregiver familiare per dare piena valenza al ruolo sociale di tutti quei soggetti che assistono volontariamente e in modo gratuito, una persona cara, amica o parente, adulto o in età pediatrica, affetto da disabilità che richiedono assistenza globale e continuativa tale da condizionare o limitare la sfera esistenziale e professionale dell’assistente. Legge conprimi firatari Mauro Di Dalmazio di Abruzzo futuro e Gianni Chiodi di Forza Italia

Ora è fondamentale la allocazione, da parte della Governo Regionale, delle risorse economiche necessarie al fine di dare concreta attuazione alle misure previste dalla Legge.

APPROVATA RISOLUZIONE ALLARME DIGA DI CAMPOTOSTO

“Finalmente, dopo anni di immobilismo, si potranno garantire le giuste condizioni di sicurezza per i cittadini della Valle del Vomano contro il rischio derivante da una esondazione delle acque del lago di Campotosto nel caso di nuovi terremoti”. Questo il commento del Consigliere regionale del M5S, Riccardo Mercante, che ha espresso grande soddisfazione per l’approvazione all’unanimità, nella seduta odierna del Consiglio regionale, della Risoluzione diretta alla predisposizione di un sistema di allarme presso la diga di Campotosto. 

“Certo, c’è voluto qualche mese per ottenere questo risultato – ha spiegato Mercante – visto che il mio provvedimento attendeva di essere esaminato dalla competente commissione consiliare dai primi giorni di settembre. Purtroppo l’attuale condizione di pericolo dovuta al perdurare delle scosse sul nostro territorio ha reso quanto mai necessario un immediato esame della Risoluzione tanto che, facendo appello a quanto previsto dal regolamento, ho ritenuto opportuno sottoporla, appena possibile,  direttamente all’attenzione del Consiglio.
 Se è vero – ha continuato Mercante – che il terremoto è un evento imprevedibile ed inarrestabile, è pur vero che, con il rispetto delle normative antisismiche, l’adeguamento delle strutture preesistenti ed un efficace monitoraggio, si potrebbero ridurre notevolmente le conseguenze di tali fenomeni, così come accade in molti altri paesi dove la sismicità è anche più elevata ma gli effetti di gran lunga più lievi”.

DI NICOLA, ”CON LEGGE ACQUE MINERALI SI RIEMPIE VUOTO NORMATIVO”

Il consigliere regionale Maurizio Di Nicola (CD) interviene sull’approvazione della legge sulle acque minerali osservando che “con l’approvazione in Consiglio Regionale del progetto di legge a mia firma, che introduce, in materia di ricerca, coltivazione e utilizzazione delle acque minerali e di sorgente, la possibilità di mancata concessione o revoca del permesso di concessione alle aziende che commettono gravi violazioni in materia fiscale e previdenziale, si colma un vuoto normativo in Regione Abruzzo. Si tratta di norma equa, – precisa Di Nicola – pensata per offrire maggiori garanzie sia ai lavoratori dell’impresa concessionaria, che alle pubbliche amministrazioni, le quali avranno maggior facilità nel vedersi corrisposte le tasse e i tributi da parte soggetto a cui la Regione Abruzzo concede il servizio di gestione, ma soprattutto si tratta di una norma con la quale si andrà a tutelare con maggior forza un bene comune della collettività quale è l’acqua.

BALDUCCI E MONACO:”RISPoSTA AGLI OPERATORI DEL PORTO DI PESCARA”

lL Consigliere regionale Alessio Monaco (Regione facile) esprime soddisfazione per l’approvazione del progetto di legge ,che lo vede come proponente assieme ai Consiglieri Alberto Balducci (PD) e Lorenzo Sospiri(FI) , che prevede un contributo di 200.000 euro a favore delle imprese del settore terziario e servizi del porto di Pescara danneggiate dal mancato dragaggio portuale. 

“Un segnale chiaro e concreto per soggetti e imprese in sofferenza – spiega Alessio Monaco a margine dell’approvazione in aula della legge – con l’obiettivo di venire incontro alle esigenze di un settore in crisi ed avviare un processo di recupero e rilancio delle condizioni lavorative in modo da determinare un’inversione di tendenza. Le conseguenze del mancato dragaggio – spiega Alberto Balducci, relatore in aula del provvedimento – stanno ancora determinando gravi e persistenti difficoltà nonostante siano passati anni, come testimoniato dall’attenzione rivolta dalla stampa. Con questo contributo – aggiunge Balducci – offriamo una opportunità per il reinserimento operativo di tali aziende, anche in vista di una possibile ripresa dei traffici grazie agli interventi infrastrutturali già programmati sullo scalo marittimo. Questa norma pone su un piano di parità di trattamento quelle aziende che, colpite da una specifica circostanza come il mancato dragaggio, sono state trattate in maniera difforme rispetto alle altre aziende colpite dalla medesima circostanza. Il fondo di 200.000 euro approvato a favore di tali imprese, che hanno ripreso a lavorare a regime ridotto solo nel 2014 ma fatturando l’80% in meno di prima del 2011 – concludono Monaco e Balducci – è la testimonianza dello sforzo che il Consiglio Regionale sta producendo senza clamori e con concretezza.”