L’AQUILA – La Giunta Regionale ha approvato il quarto Piano Sociale Regionale presentato dall’assessore alle Politiche Sociali Paolo Gatti.
Il testo, frutto di un lungo e articolato confronto fra l’assessorato, le parti sociali, i rappresentanti degli Enti locali, degli Ambiti Territoriali e delle opposizioni consiliari, sarà ora inviato al Consiglio Regionale per l’approvazione definitiva.
“È un piano – sostiene l’assessore Gatti – che segna un’evoluzione del welfare regionale. Superiamo logiche di assistenzialismo e di dipendenza, con l’obiettivo di affermare strumenti più adeguati alle esigenze di assistenza e protezione delle persone. Guardiamo di più al cittadino e meno ai sistemi di rappresentanza e di mediazione. È un piano che ha il coraggio, a fronte di una sostanzialmente immutata disponibilità di risorse a disposizione rispetto al passato, di individuare delle priorità mettendo al primo posto l’infanzia, gli anziani e i disabili”.
“Allo stesso tempo, per garantire i servizi per l’inclusione sociale, – ha aggiunge l’assessore – innoviamo anche sul fronte dell’utilizzo di strumenti finanziari diversi, grazie all’utilizzo delle risorse del Fondo Sociale Europeo. Nel piano si individuano con precisione i livelli essenziali, i criteri di gestione dei servizi e delle strutture assistenziali. Di fatto anticipiamo quello che sarà il quadro normativo regionale al termine di processo riformatore che abbiamo avviato con la stesura del testo unico del welfare e la proposta di legge di riforma delle Ipab in Aziende Servizi alla Persona”.
L’assessore conclude affermando : ‘Siamo stati aperti all’ascolto e, infatti, abbiamo recepito molti suggerimenti che ci sono venuti dalle parti sociali. Siamo pronti, come gia’ affermato, in Consiglio Regionale a lasciare aperte le porte del testo per consentire che anche i contributi migliorativi delle opposizioni possano arricchirlo. Offriamo all’Abruzzo un piano sociale in grado davvero di andare incontro con incisività alle esigenze delle persone, delle famiglie e della società. Un piano, lo ribadisco, di tutti perché scaturisce da una condivisione seria delle priorità”.






