L’AQUILA – “Negli uffici della Regione Abruzzo c’è un crescente problema di igiene e sicurezza”.

È tranchant Rosanna Mattoscio, rappresentante sindacale Cgil in Regione Abruzzo, a prova che non si sono affatto placate le polemiche dopo l’allarme legionella a Palazzo Silone a L’Aquila, sede della giunta regionale.

Sindacati e lavoratori denunciano infatti anche la presenza di topi nelle contro soffittature del palazzo di vetro, l’inadeguatezza strutturale delle sedi regionali di Viale Bovio e via Raffaello a Pescara, la scarsa pulizia assicurata dalle ditte esterne che si sono aggiudicate gli appalti con il massimo ribasso.

Quello del rischio salute e sicurezza è stato uno dei temi al centro dell’assemblea di oggi a Palazzo Silone, dei dipendenti in stato di agitazione per il paventato taglio al salario accessorio di un milione di euro, e per il mancato rinnovo del contratto dal 2010, giudicato illegittimo dalla Corte costituzionale, con effetto dal 2015, sentenza a cui la Regione non si adegua riconoscendo gli arretrati, dal 2010 al 2015.

Tornando all’emergenza della scoperta del batterio killer la legionella, il Servizio tutela della salute della Regione Abruzzo, che è un articolazione della direzione generale di Cristina Gerardis, aveva assicurato nei giorni scorsi che nelle tubature dell’acqua calda di palazzo Silone, oggi ancora chiuse, sono stato oggetto di trattamenti di ‘shock termici’, intervento a cui farà seguito l’installazione modulo permanente di trattamento dell’acqua.

Le rassicurazioni però non soddisfano affatto le rappresentanze sindacali. Mattoscio infatti, ricorda che “l’emergenza non può dirsi conclusa, visto che a quanto almeno ne sappiamo non è stata individuata la causa della contaminazione. Ricordo che la legionella, che può provocare la morte, può anche annidarsi nelle tubature degli impianti di condizionamento, che a breve con il caldo saranno riattivate. Ed ad oggi riscontriamo una mancanza di informazioni sulle misure che si intendono adottare”.

Mattoscio poi torna a condannare il ritardo con cui i dipendenti sono stati avvisati del pericolo.

“La presenza della legionella è stata segnalata dall’agenzia regionale per la tutela ambientale il 20 gennaio, a seguito di analisi che riguardavano edifici adiacenti a Palazzo Silone, ma i rappresentante dei lavoratori per la sicurezza lo hanno saputo solo il 19 febbraio, e il 18 febbraio la Asl ha prescritto, quale misura cautelativa a tutela della salute, la chiusura temporanea dell’acqua calda sanitaria, che è tuttora inutilizzabile. Per 20 giorni dunque constatiamo che i lavoratori sono stati esposti al rischio contaminazione”.

Ma il problema non è solo la legionella, sindacati e dipendenti hanno più volte denunciato, sempre a Palazzo Silone la presenza di colonie di topi annidati nelle contro soffittature. Ed inutile sembra essere stata l’opera di derattizzazione, visto che “continuano ad arrivarci segnalazioni di avvistamenti e rumori”.

Per non parlare poi dell’insoddisfacente servizio di pulizia, appaltato a ditte esterne.

“Oramai i dipendenti a Palazzo Silone e non solo, la stanza e la scrivania se le devolvono pulire da soli pria di cominciare a lavorare. Il servizio pulizia ha molti limiti, e temo che la Regione dipenda dalle gare al ribasso con cui sono stati affidati gli appalti”.

On va meglio a Pescara, dove permane l’annoso problema della sicurezza statica degli uffici regionali di Viale Bovio, e via Raffaello.

“Quelli sedi sono inadeguate – ribadisce Mattoscio – in Via Raffaello c’è un atto di sgombero in esecuzione, m i dipendenti continuano a lavorarci dentro, sono state interdette le uscite di sicurezza”.