L’AQUILA –  “Già lavoriamo serratamente con i capi dipartimento e siamo consapevoli che la riorganizzazione della macchina regionale vada completata pienamente e resa funzionale il più presto possibile. Ci siamo dati come termine il mese di febbraio”.

Lo ha affermato ad AbruzzoWeb il direttore generale della Regione Abruzzo Cristina Gerardis, al termine dell’incontro di oggi pomeriggio tra il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, e il personale dell’ente in servizio a L’Aquila e Teramo. Ad affiancare D’Alfonso nel lungo incontro il presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Di Pangrazio, il capo della sua segreteria Claudio Ruffini, oltre  al direttore generale Gerardis.

Un’occasione, per usare le parole del presidente, per tracciare “la mappa di lavoro grazie a cui far liberare tutte le bravure, le competenze e le energie della nostra comunità di dipendenti”.

Nella consapevolezza che, però, la “comunità dei dipendenti” è ancora incompleta e occorre, oltre alla “mappa di lavoro”, completare al più presto anche l’organigramma della macchina burocratica, visto che sono ancora una un ottantina le nomine da fare, e ci sono settori scoperti e non pienamente operativi. Vacante resta infatti proprio l’incarico di capo dipartimento del personale. Il problema riguarda anche enti e agenzie regionali privi di un organo di indirizzo politico, essendo decorsi i 180 giorni di prorogatio.

Questa testata era la sola presente all’incontro, ma a un certo punto è stata invitata a uscire dall’Auditorium, con la motivazione che si trattava di una riunione interna, nonostante fosse stata messa in agenda tra gli appuntamenti odierno del presidente D’Alfonso nel comunicato inviato a tutti gli organi di informazione.

Nel corso dell’incontro il presidente non ha lesinato parole di elogio per le alte professionalità presenti nell’ente Regione, non mancando altresì occasione di incitare a un maggiore protagonismo e impegno, chiedendo cioè “un pezzo di fatica in più”.

“Ai dipendenti – ha spiegato D’Alfonso ad AbruzzoWeb al termine – ho chiesto di mettere il 33 per cento di dedizione per cento di dare adempimento alla legge, un altro 33 per cento per dare attenzione ai portatori di interessi, che si attendono prestazioni dall’ente, e un altro 33 per cento coincidere con il pensato strategico e innovativo del dipendente che facendo il suo lavoro pensa da una forma ulteriormente innovativa su come quel lavoro si può fare”.

Parlando ai dipendenti, D’Alfonso ha poi detto anche che il loro lavoro dovrebbe essere “animato da una sinergia tra cuore e cervello, perché ciascuno possa dare il meglio di sé, perché chi presta la sua opera all’interno dell’ente regionale deve essere pervaso da un entusiasmo che gli deriva dalla consapevolezza di essere una parte attiva di un processo di sviluppo e di svolgere una importante funzione pubblica che deve essere supportata da una adeguata formazione professionale e dalla progressione di carriera misurata, quest’ultima, sulla qualità della produzione resa”.