L’AQUILA – Il presidente della commissione Bilancio del Consiglio regionale, Emilio Nasuti, torna in Forza Italia.

Non è un vero ‘ritorno’ nel partito berlusconiano, del quale non era mai stato iscritto, essendo di Alleanza nazionale, ma nel gruppo consiliare di elezione, quello del Popolo della libertà che ora ha mutato pelle nella nuova creatura di centrodestra fatta risorgere dal Cav.

La notizia, che circolava da un po’ negli ambienti politici regionali, viene ufficializzata in una nota che convoca per domattina a Pescara un incontro con la stampa in cui lui stesso e gli altri protagonisti approfondiranno questo ritorno.

Parteciperanno, con Nasuti, il capogruppo regionale forzista da poco nominato, Lorenzo Sospiri, il presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano, che è anche neo coordinatore regionale del partito, e il presidente della Regione, Gianni Chiodi.

Con il rientro di Nasuti il gruppo consiliare sale a 14 componenti, confermandosi quello più numeroso, anche se il mega gruppo originario del Popolo della libertà nel 2008 di consiglieri ne contava 25.

Nasuti aveva lasciato il Pdl il 4 ottobre 2010, depositando la richiesta per la nascita del gruppo di Futuro e libertà per l’Italia, il partito legato all’allora presidente della Camera, Gianfranco Fini, nato dopo la rottura con Silvio Berlusconi.

All’inizio con lui c’era il vice presidente della Giunta regionale, l’ex Alleanza nazionale Alfredo Castiglione, che, però, dopo un paio di settimane è tornato alla base, e il consigliere Berardo Rabbuffo, tuttora capogruppo di Fli.

In compenso ai finiani si è aggiunta Daniela Stati, ex assessore dimissionaria dopo l’interdizione dai pubblici uffici a seguito di un’inchiesta della procura della Repubblica dell’Aquila sulla società Abruzzo Engineering e presunte regalie, che ha lasciato i pidiellini in polemica per non essere stata difesa.

Nel frattempo nella formazione abruzzese c’era qualche dissidio di troppo, con l’incarico-lampo di coordinatore regionale affidato all’ex Democrazia cristiana per le autonomie Giampiero Catone, che ha passato il testimone quasi subito a Daniele Toto.

Dopo il progressivo sgretolamento del partito finiano, che ha avuto vita breve e fortuna anche peggiore, Nasuti sembrava aver scelto la via di Forza del Sud, il movimento legato al siciliano Gianfranco Micciché che aveva il suo punto di riferimento in Barbara Mazzali, ma agli annunci trionfalistici di un gruppo con 4 consiglieri non sono mai seguiti atti concreti.

Alla fine, nell’aprile 2011 il presidente della commissione Bilancio ha aderito al gruppo misto, votando sempre con la maggioranza, e lì è rimasto fino al bivio: ma rispetto all’idea di prendere parte al processo di ricostruzione di An a partire da Fratelli d’Italia ha prevalso da subito l’adesione in Fi, tanto che Il Giornale lo citava tra gli outsider per il ruolo di presidente regionale del partito, prima che fosse scelto Pagano.