PESCARA – I manager delle Asl abruzzesi saranno sottoposti, ogni diciotto mesi, ad una valutazione “misurabile e trasparente” della loro capacità di cogliere gli obiettivi sanitari fissati dalla Giunta regionale; l’assenza dei quali costituisce “motivo di rescissione contrattuale”. I nuovi strumenti di valutazione delle performance del sistema sanitario regionale e dei direttori delle Asl sono stati illustrati dal presidente della Giunta regionale, Gianni Chiodi, dopo l’approvazione in Giunta della delibera con la quale sono stati assegnati ai direttori delle Asl, gli obiettivi di salute e di funzionamento.

“Ho voluto interrompere un malcostume della politica – ha esordito il Presidente – per il quale i criteri di valutazione sono sottoposti ad un eccesso di discrezionalità. Con il nostro metodo – ha aggiunto – tutto è più chiaro: gli obiettivi o si raggiungono o non si raggiungono”.

Gli obiettivi posti sono in totale 15, sette per il livello economico-finanziario e strumentale, otto per il livello di salute. Tra i primi sono elencati la razionalizzazione della rete di assistenza sanitaria ovvero dei primariati, il rispetto dei tetti di spesa per il personale e per la farmaceutica, sia territoriale, sia ospedaliera. Quindi segue il rispetto del tetto di spesa per i beni e servizi di tipo non sanitario che dovrebbe subire una decurtazione che si muove tra il 16 e il 19 per cento. Altri obiettivi sono la capacità di adottare gli strumenti di programmazione 2012 entro i termini fissati dalla Giunta, e la conclusione della fase legata agli interventi strutturali, ex art. 20, per i quali risultano esauriti i termini contrattuali.

Un aspetto importante “per intervenire prontamente nelle decisioni” è il miglioramento dei flussi informativi. Per quanto riguarda gli obiettivi di salute in primo luogo ci sono quelli riferiti all’appropriatezza e alla legittimità delle prestazioni sanitarie, che devono essere ridotte del 10 per cento sul totale delle cartelle cliniche, segue l’obiettivo di riduzione della mobilità passiva del 20 per cento sugli interventi ordinari e del 30 per cento sulla specialistica ambulatoriale, quella cosiddetta ad alto rischio di inappropriatezza. C’è poi l’attivazione di almeno quattro percorsi diagnostici e terapeutici, due per l’area oncologica e due la cardiovascolare, cause primarie di mortalità.

Quindi c’è la riduzione dei ricoveri al pronto soccorso del 10 per cento, l’attivazione del Piano regionale della prevenzione 2012/2013, il rispetto delle percentuali di prescrizione dei farmaci generici, l’appropriatezza prescrittiva dei farmaci e l’incremento delle cure domiciliari in favore degli ultrasessantacinquenni del 3,5 per sul valore riferito al 2011.

Il punteggio per singolo obiettivo è pari a 10 in caso di pieno raggiungimento degli scopi, di 0 punti anche se solo parzialmente colti. Il punteggio totale massimo è di 150 punti, di cui 30 attribuibili su obiettivi derivanti dall’applicazione di norme nazionali. “Sia chiaro – ha spiegato il presidente Chiodi – se si ottiene un punteggio di 90 cui si aggiungessero cinque zeri la prestazione del manager sarebbe da ritenersi insufficiente”.

“Il metodo che proponiamo può essere sindacato da chiunque ma soprattutto si comincia a far emergere un principio di meritocrazia. Siamo una regione indietro di 10, in qualche caso, anche di 20 anni nella pianificazione normativa, c’è la necessità di agganciare le altre regioni”. Secondo il Presidente all’Abruzzo viene chiesto di “raggiungere un equilibrio, ovvero limitarsi a spendere solo quello che viene ripartito dal fondo sanitario nazionale. Il nostro trend è positivo ma abbiamo un debito pregresso passato da 500 milioni a quattro miliardi di euro. Un Titanic di fronte al Federalismo”.

“E’ un metodo oggettivo – ha detto Chiodi – che metterà il direttore generale di fronte alle proprie responsabilità. E’ un principio di meritocrazia misurabile e non le solite chiacchiere ammantate di politichese”.

CHIODI: “VENTURONI NON E’ ASSESSORE OMBRA”

“Lanfranco Venturoni non è un suggeritore né un assessore ombra. E’ stato invitato a partecipare a tavoli di monitoraggio, da me convocati con i direttori generali, poiché c’erano questioni di cui si era occupato e che conosceva, avendo ricoperto il ruolo di assessore alla Sanità per due anni. Non lo ritengo pertanto scandaloso”.

Lo ha chiarito il presidente della Regione, Gianni Chiodi, a margine una conferenza stampa, a Pescara, per illustrare gli obiettivi assegnati ai manager delle Asl.

“Come Regione – ha aggiunto – stiamo avviando un certo percorso che non nasce dalla sera alla mattina, ma è anche frutto delle fasi di lavoro precedenti. Quindi è normale che, in queste situazioni, io senta la presidente della Commissione Sanità, l’ex assessore. E’ un confronto non istituzionale, un confronto che io faccio perché vi sono questioni del passato che non conosco e che voglio sapere. In questo senso, penso che mi possa avvalere di tutti”.

Per Chiodi, “sono polemiche che non aiutano a fare il bene dell’Abruzzo”.

PAOLUCCI (PD): “BASTA SCUSE I POTERI FORTI SONO CHIODI E VENTURONI”

L’AQUILA – “Basta con le scuse: i veri poteri forti, dotati anzi di poteri mai così forti, si chiamano Chiodi e Venturoni il suggeritore. Sono loro ad aver portato avanti un piano di riordino della sanità squilibratissimo, sono loro che stanno facendo precipitare il livello dei servizi sanitari in Abruzzo, sono loro che stanno spingendo gli abruzzesi a farsi curare fuori regione”.

Lo afferma il segretario regionale del Pd Silvio Paolucci che senza mezzi termini chiama in causa il presidente della Regione e l’ex assessore alla sanità.

“La situazione che sta vivendo la sanit a causa delle scelte più recenti è drammatica – dice Paolucci – e Chiodi non sa come uscirne: per questo accusa tutti gli altri. Ma è un tentativo molto goffo di coprire le proprie responsabilità, perchè gli abruzzesi ormai sanno che tutto è nelle sue mani come mai era successo prima. Si accusano le opposizioni ma neanche un provvedimento viene portato in Consiglio regionale: spieghino invece quanto costano questi presunti errori tecnici”.

“Perchè nonostante i superpoteri, e basta leggere le cronache di ogni giorno, i malati sono ricoverati nelle corsie, le liste d’attesa sono infinite, nelle aree interne la rete di emergenza-urgenza viene depressa anziche’ potenziata e i conti continuano a non tornare e i controlli non si fanno”.

“Per questa ragione – annuncia il segretario Pd – la prossima settimana continuerà il viaggio del Pd nella sanità pubblica abruzzese, con incontri nei principali presidi, nei distretti territoriali, per incontrare operatori e utenti della sanità umiliata dai super poteri di Chiodi e Venturoni”.

TOTO (FLI): SANITA’ RISCHIA DI ESSERE FOSSA DELLE MARIANNE

L’AQUILA – L’onorevole Daniele Toto, coordinatore regionale di Fil, commentando l’interrogazione parlamentare presentata ieri alla Camera dei deputati in tema di sanità in Abruzzo, con particolare riferimento alle ultime vicende di natura giurisdizionale, ha dichiarato. 

“La sanità rischia di essere la fossa delle marianne per la regione Abruzzo.  A tutti i guai, quelli finora emersi, che l’hanno sospinta sull’orlo di un dissesto finanziario di proporzioni inaudite, determinando anche il commissariamento governativo, con ricadute inique sull’offerta sanitaria disponibile per i cittadini abruzzesi, si aggiunge un impegno che appare approssimativo e distratto da parte dell’ufficio dello stesso commissario ad acta. I suo atto principe è la deliberazione numero 45 sulla ‘razionalizzazione della rete ospedaliera’, adottata il 5 agosto 2010″.

“Quel fondamentale provvedimento fu assunto escludendo interlocuzioni e informative che almeno coinvolgessero soggetti istituzionali qualificati. Seguirono lamentele e critiche da più parti. I miei stessi rilievi furono ritenuti deboli e fui tacciato anche di inopportuna difesa dell’esistente. Essendo il tempo galantuomo, come in effetti sembra, nelle scorse settimane, il Consiglio di Stato  ha decretato la bocciatura di quell’atto rilevandone, oltre al resto, la carenza di istruttoria in relazione alle decisioni assunte mentre la Corte Costituzionale, dal canto suo, ha escluso potestà legislative in capo ai commissari ad acta, per cui i loro atti, come la deliberazione 45, non hanno forza di legge né possono modificare quelle vigenti se non approvati dal consiglio regionale”.

“Queste sono le forche caudine sotto le quali  l’operato più qualificante dell’ufficio del commissario ad acta è stato disapprovato dalla giustizia amministrativa e dallo stesso giudice delle leggi. Gli effetti problematici riverberati sull’assetto e sui conti della sanità regionale architettati dall’ufficio del commissario ad acta, sono intuitivi. Altro che “roba storica ed epocale” come la sub commissaria Baraldi aveva definito, con molto compiacimento, la deliberazione 45. Di ‘epocale’ si consoliderà, piuttosto, una mobilità sanitaria passiva abnorme, che sarebbe molto interessante sapere in quali strutture, specie private di fuori regione, si indirizzi. Spero lo chiarisca il Governo rispondendo alla mia interrogazione parlamentare di ieri”.   

D’ALESSANDRO (IDV): “CHIODI FA L’INCANTATORE DI SERPENTI”

L’AQUILA – “La smetta, Chiodi, di lanciare accuse generiche, utili solo a gettare fumo negli occhi degli abruzzesi; se e è a conoscenza di fatti criminosi nella Sanità vada dai carabinieri e faccia il suo dovere”. Lo afferma Cesare D’Alessandro, Vice Capogruppo IdV alla Regione, sulle dichiarazioni del presidente Chiodi in audizione davanti alla Commissione d’Inchiesta Sanità in Senato.

“La verità – aggiunge D’Alessandro –  è invece un’altra e ben più preoccupante: in Abruzzo oltre ai poteri forti, senza nome, ci sono quelli diventati enormi e di per sé stessi arbitrari del nostro Governatore. Oggi Chiodi è Commissario di governo della sanità, della ricostruzione; ha nominato una pletora di commissari regionali che evidentemente rispondono direttamente a lui; gestisce la politica dei rifiuti, i fondi europei, i fondi Fas, assommando nella sua persona poteri enormi e incontrollabili. Da Governatore eletto, Chiodi è diventato un satrapo e fa quel che gli pare”.
 

“La vera questione sul tappeto, in Abruzzo, è quella di porre limiti al suo potere, che se pur discende da un voto popolare, va limitato da altri poteri altrettanto legittimi ma che Chiodi ritiene di poter calpestare impunemente. E’ il caso del Consiglio regionale, di fatto  espropriato di ogni potestà legislativa e regolamentare, come persino la Corte Costituzionale è intervenuta recentemente a sottolineare. Questo enorme potere gli consente di tradire gli impegni solennemente assunti, addirittura con legge, a riformare gli enti della Regione, che rimangono in mano ai quaranta commissari di sua fiducia. Si era impegnato a farlo in 180 giorni, ma dopo “appena” 720 siamo ancora al punto di partenza con l’aggravante che i commissari, senza alcun controllo democratico, fanno quello che vogliono”.

“Lo sa Chiodi – continua D’Alessandro  – ad esempio, che i commissari delle Ater si sono assegnati l’indennità che prima percepivano i presidenti e sulle quali lo stesso Chiodi, bontà sua, ha fatto comunicati stampa urbi et orbi annunciando tagli ai costi della politica che oggi stanno solo nella sua fervida fantasia?Lo sa Chiodi che tutti questi enti, grazie ad una leggina approvata di notte da egli stesso e dalla sua maggioranza, hanno potuto riprendere le loro politiche clientelari e concorsuali?
Certo che lo sa, perché se così non fosse dovrebbe ammettere di trovarsi nella stessa condizione dell’ex ministro Scaiola: quindi, o se ne vanno i commissari o se ne dovrebbe andare lui”.

“Oggi Chiodi – conclude D’Alessandro – sta facendo lo schiacciasassi di tutte le istanze democratiche regionali e si comporta come un clone di Berlusconi. Ma sappia, Chiodi, che l’Abruzzo dei cittadini che amano la legalità, la trasparenza, il confronto democratico contro l’esercizio arbitrario del potere, resisterà un giorno più di lui”.

MELILLA (SEL): “CHIODI RICONOSCE SUO FALLIMENTO POLITICO”

L’AQUILA “E adesso Chiodi, nel mentre la sanità abruzzese è allo sfascio totale, scopre che i responsabili  sarebbero i cosidetti  “poteri forti  e le lobby potenti che oppongono una forte resitenza al cambiamento”. È quanto dichiara con una nota il coordinatore regionale di Sel, Gianni Melilla che aggiunge:

“Ovviamente si tratta di una favoletta abbastanza vecchia che vuole far discutere la opinione pubblica di altre cose evitando invece di interrogarsi sul perchè la sanità abruzzese è in coma profondo: liste di attesa che si allungano,  viaggi della speranza con la mobilità passiva ormai fuori controllo,  ospedali piccoli chiusi e quelli medi e grandi lasciati a sè stessi senza personale, senza risorse con i malati in barella nei corridoi,disabili anche gravi lasciati nella incertezza, ritardi intollerabili nella realizzazione di  strutture alternative nel territorio per le attività di prevenzione e riabilitazione,  persistenza di un rapporto opaco con le strutture private( dalle case di  cura ai centri di riabilitazione, dai laboratori al servizio farmaceutico),  tramonto di progetti strategici come la rete di emergenza-urgenza,  fine dei progetti-obiettivo, contrapposisizioni con le federazioni professionali dei medici e con le organizzazioni sindacali”.

“E’ un miracolo se in questo diluvio provocato dalla incapacità-presunzione del commissario Chiodi, resiste uno zoccolo duro fatto di abnegazione professionale e tensione etica di tanti operatori della sanità abruzzese che continuano a lavorare salvando il salvabile, ivi compresi i tanti centri di eccellenza sanitaria che l’Abruzzo ha saputo costruire in tanti campi”.

“Poichè il sultano Berlusconi proprio oggi ha detto che l’Italia è una “Repubblica giudiziaria governata dalle Procure”, consigliamo al sultanetto Chiodi di rivolgersi subito ad uno dei Procuratori della Repubblica presso un Tribuanale abruzzese e vuotare il sacco dicendo tutto quello che sa, senza dietrologie fumose con nomi e cognomi e circostanze precise”.

“Purtroppo questo non avverrà, perchè è più facile gridare al lupo e non rispondere del proprio operato. L’Abruzzo in questi ultimi 3 anni si è giovato di tutte le leggi approvate dalla passata Giunta di centrosinistra: la legge sull’accreditamento, la legge sulla rete ospedaliera,il piano sanitario regionale(abbiamo 3 piani sanitari tutti e 3 fatti dal centro sinistra, mentre le Giunte Pace e Chiodi non ne hanno approvato alcuno).  Chiodi ha di fatto smantellato il sistema dei controlli sanitari e l’Agenzia Sanitaria Regionale”.

“Quanto alla sanità privata facciamo chiarezza. Essa da decenni ha condizionato pesantemente la politica abruzzese, sino a determinare un cambio di maggioranza dopo gli arresti di 2 anni fa, di cui si è giovato proprio Chiodi. Nessuno sottovaluta il ruolo negativo di una parte della sanità privata. Ma non costruiamoci facili alibi: la sanità privata rappresenta il 10% del bilancio regionale della sanità nel suo complesso. Certamente dobbiamo essere molto attenti a come utilizziamo le centinaia di milioni di euro  assegnate al privato. Ma non dobbiamo dimenticare che è altrettanto se non più importante come utilizziamo le migliaia di milioni( cioè miliardi) di euro che vanno alla sanità pubblica. Quanti sprechi persistono? Perchè alle attività di prevenzione e riabilitazione diamo risorse così insufficienti, mentre per gli acuti continuiamo a dare molto di più di quello previsto dai parametri nazionali e da quanto danno le Regioni più virtuose, dalla Emilia alla Toscana e al Veneto?”.

“Chiodi governa da 2 anni e non può pensare che gli abruzzesi non si interroghino su quello che non ha saputo fare sinora. Al Presidente Marino della commissione di inchiesta parlamentare ricordiamo che ha poteri di autorità giudiziaria e non può far passare sotto traccia i rilievi del commissario Chiodi. La sanità abruzzese da sola assorbe l’88% del Bilancio della Regione, riconoscere il fallimento della propria azione in questo settore significa ammettere il proprio fallimento politico”. 

COSTANTINI (IDV): “ANCHE SU MANAGER ASL CHIODI VENDE FUMO”

L’AQUILA – “La natura stringente e vincolante degli obiettivi da assegnare ai manager delle Asl e la possibilità di rescindere i contratti, in caso di mancato raggiungimento, presuppongono un quadro normativo ed organizzativo completamente diverso da quello attuale”.

Lo dichiara Carlo Costantini, capogruppo IdV alla Regione Abruzzo, sugli obiettivi fissati per i manager delle Asl dalla giunta regionale ed annunciati oggi dal Presidente Chiodi.

“Attualmente – aggiunge Costantini – i Direttori generali subiscono passivamente la programmazione (che fanno Chiodi e la Baraldi) e subiscono passivamente e periodicamente anche gli sconquassi e gli stravolgimenti della programmazione, determinati a volte dai Tribunali, a volte direttamente dagli stessi Chiodi e Baraldi. Chi potrà mai affermare, in un simile contesto, che un obiettivo non viene raggiunto per colpa di un manager?”

“La verità – conclude Costantini – è che Chiodi continua a vendere fumo, ma ormai tanti se ne sono accorti”.