PESCARA – “A livello nazionale aderisco al progetto di Sinistra Italiana, mentre in Abruzzo darò vita ad un patto di collaborazione tematica con il sottosegretario Mazzocca. Le nostre proposte di legge saranno protocollate con firme congiunte, ma per rispetto dei cittadini che mi hanno eletto resterò in minoranza al gruppo misto”.
Così Leandro Bracco, il consigliere regionale eletto con il Movimento 5 Stelle e successivamente espulso, per avere accettato la delega alla Cultura offertagli dal governatore Luciano D’Alfonso, questa mattina in conferenza stampa a Pescara, insieme al sottosegretario alla Presidenza della Giunta Regionale in quota Sel Mario Mazzocca, al componente del comitato esecutivo nazionale di Sinistra Italiana Marco Furfaro, al deputato di Sel/Si Gianni Melilla e al coordinatore regionale di Sel/Si Tommaso Di Febo.
“Non si tratta di un espediente – replica Bracco a chi mette in rilievo la contraddizione tra la formalizzazione di un accordo con un autorevole esponente della maggioranza e la sua permanenza nella minoranza -. Già da tempo con Mazzocca abbiamo avviato un percorso comune, sul merito delle questioni e in particolare sul lavoro e sull’ambiente. Per me l’etica è tutto – rimarca l’ex grillino – ed essere minoranza non significa fare opposizione tout court, ma valutare nel merito i problemi”.
Poi Bracco attacca il movimento che lo ha espulso. “Sono stato tre anni nel M5s, dove ho conosciuto persone perbene, ma anche fenomeni da baraccone – afferma il consigliere -. Voglio ricordare che Sara Marcozzi ha assunto un tassista e che diversi candidati sconfitti alle elezioni, al contrario di quanto era stato annunciato, sono stati riciclati”.




