L’AQUILA – Non è più il potentissimo super dirigente e capo della direzione Affari della presidenza della Giunta regionale come ai tempi del centrodestra di Gianni Chiodi, e prima delle sue disavventure giudiziarie. Ma Antonio Sorgi sarà una figura chiave anche nella macchina burocratica della nuova era politica del centrosinistra di Luciano D’Alfonso.

Una delibera di Giunta del 9 settembre, la numero 720, ha conferito infatti a Sorgi il ruolo di coordinatore del gruppo di lavoro che dovrà redarre il nuovo Piano paesistico regionale, che conterrà le azioni di tutela degli ambiti di pregio naturale, di riqualificazione delle aree compromesse o degradate, di salvaguardia delle caratteristiche paesaggistiche.

Una curiosità: il nome di Sorgi non viene citato esplicitamente nel documento. Nella delibera si dà solo mandato al “dirigente del servizio Raccordo con il sistema delle conferenze”, l’incarico appunto attualmente ricoperto da Sorgi.

Un ruolo chiave, si riconosce poi nella delibera, “considerata la complessità delle attività e la molteplicità dei soggetti istituzionali coinvolti”.

L’architetto Sorgi, per lungo tempo rappresentante dell’Abruzzo al Comitato nazionale Via, ha senz’altro le competenze e l’esperienza per svolgere questa mansione. Che, si precisa nella delibera, non comporta oneri di spesa.

La nomina è destinata, però, molto probabilmente ad alimentare le polemiche, soprattutto da parte del mondo ambientalista, ma anche in Consiglio regionale, in particolare da parte del Movimento 5 stelle.

Sorgi è stato infatti arrestato ai domiciliari nel settembre 2014 nell’ambito dell’inchiesta “Re Sole” dalla procura della Repubblica dell’Aquila sull’appalto dell’ampliamento del cimitero di Francavilla (Chieti), con 7 indagati complessivi.

E in quella occasione i grillini hanno chiesto a D’Alfonso di sospenderlo da ogni incarico. Stessa richiesta era stata fatta dall’attuale sottosegretario alla Presidenza della Giunta, Mario Mazzocca, che, nella riunione di Giunta del 7 settembre scorso, quando era ancora assessore prima di essere sostituito da Andrea Gerosolimo, ha invece dato via libera alla nomina.

Nella primavera 2015 è scoppiata poi la polemica in merito a una presunta permanenza di Sorgi a capo della delegazione del Via, nelle riunioni romane sul progetto della piattaforma Ombrina Mare.

Tra il fronte anti-Sorgi, l’ex consigliere di Rifondazione comunista Maurizio Acerbo, il forum dell’Acqua e altre associazioni ambientaliste che, per l’occasione, hanno accusato D’Alfonso di continuare ad affidarsi in modo inopportuno a dirigenti provenienti dal vecchio establishment del centrodestra, e per di più oggetto di indagine giudiziaria, ferma restando la sua presunzione di innocenza.

Solo un equivoco, ha precisato poi il direttore generale della Regione, Cristina Gerardis, che ha spiegato come Sorgi fosse stato già sostituito a metà marzo, ma le convocazioni erano continuate ad arrivare a lui per un mero errore da parte del capo di gabinetto del ministero dell’Ambiente, Guido Carpani.