L’AQUILA – La fine dell’Abruzzo in cui “ingiustificati privilegi di pochi si traducevano in un danno per molti” e la nascita di un nuovo Abruzzo, con “un sistema diverso, una pari opportunità per tutti, ove ci sia posto solo per i meriti e non per i privilegi”, in particolare per i giovani. A ogni costo, anche le dimissioni.
Questo l’augurio e la promessa per il 2011 che il presidente della Regione, Gianni Chiodi, ha formulato nel suo messaggio di fine anno agli abruzzesi, “scritto ieri notte”, come ha precisato, e letto tutto d’un fiato nel corso di un incontro con i cronisti.
Un vero guanto di sfida che il governatore lancia all’opposizione, invitata a “evitare gli ostruzionismi”, ma anche alla maggioranza, che dovrà dimostrarsi “classe dirigente politica responsabile”, immagine questa già evocata anche dal presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano.
Un proposito che il presidente Chiodi vuole centrare assolutamente, così come vuole evitare nuove tasse per riparare al nuovo buco della sanità, e per farlo esige dal Consiglio l’approvazione entro il 31 dicembre 2011 del bilancio, “il più importante della storia”. Altrimenti, ha minacciato neanche troppo velatamente, si dimetterà.
Se dovessero riproporsi “i ‘giochetti’ tipici della cosiddetta ‘politica politicante’ – ha tuonato infatti Chiodi – vorrà dire che l’Abruzzo è privo di una classe dirigente politica responsabile e io sarò il primo a trarne le conseguenze affinché gli abruzzesi possano eleggerne una che lo sia”.
Nel messaggio il governatore ricorda una serie di settori viziati della regione su cui il suo esecutivo è andato a inciderci.
Non poteva restare una situazione, scrive Chiodi, con “35 ospedali tra pubblici e privati”, “una sanità privata senza regole e senza controlli”, “Comunità montane a livello del mare”, “un numero di dirigenti esorbitante”, società “partecipate come Abruzzo Engineering, il cui unico scopo era rispondere alle esigenze clientelari della politica”.
Nemmeno era possibile, per Chiodi, “che i membri del parlamento regionale avessero una indennità vitalizia vantaggiosissima”.
Né infine si poteva accettare il fatto che “per anni l’Abruzzo avesse speso, ogni anno, dal 50 al 100 per cento in più di quello che avrebbe potuto permettersi per ‘accontentare’ corporazioni e ‘territori’ con l’effetto di indebitare le nuove generazioni”.
Chiodi ha fatto anche un accenno sul suo ruolo di commissario per la ricostruzione, che ha rivendicato di aver svolto con autorevolezza, “fino ad abbandonare polemicamente il tavolo di confronto, ottenendo risorse e trattamenti fiscali commisurati alle esigenze di cittadini colpiti da un evento drammaticamente grande” come il sisma del 6 aprile 2009.
Per il futuro il governatore ha promesso che chiederà “austerità e rigore per tutti i settori”, anche se “non per il sociale, irrinunciabile per il quotidiano di ognuno di noi, e la cultura, già oggetto di forti tagli negli anni precedenti”.
E poi la confessione, “il mio impegno per loro mai verrà meno”, ma “mio malgrado, non ho soldi in cassa, per cui sono costretto a fare delle scelte che, come sempre accade, accontentano alcuni e ne scontentano altri”.
In chiusura il governatore lancia uno “speciale augurio” “ai cassintegrati, ai giovani”, che “tutti dovranno avere le stesse ‘chance’, a prescindere dal ceto sociale”.
Infine alcune note di speranza: “il debito degli Abruzzesi diminuisce; cresce la produzione industriale, cresce il fatturato delle imprese, crescono le esportazioni dell’Abruzzo. Nel secondo semestre del 2011 inizierà a diminuire la disoccupazione”.
Indicazioni che saranno tramutate in cifre nel prossimo appuntamento del 27 gennaio, già fissato, in cui, carte alla mano, Chiodi ha promesso di fare il punto dei suoi primi due anni di governo della Regione.
BUCO SANITA’: ”LE RESPONSABILITA’ AL VAGLIO DEI NOSTRI UFFICI E DEI GIUDICI”
L’AQUILA – Le responsabilità di chi ha causato il nuovo debito sanitario dell’Abruzzo “le stiamo facendo valutare dai nostri uffici”.
Lo ha detto il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, a margine della conferenza stampa di fine anno.
“Il verbale del tavolo di monitoraggio – ha ricordato il governatore – è stato richiesto dalla procura, quindi ci sono due aspetti, quelli giudiziari e quelli di responsabilità contabile”.
”LA FINANZIARIA NON E’ BLINDATA, MA CI SONO POCHI MARGINI”
L’AQUILA – “La nuova finanziaria non è blindata, se non nei saldi”.
Lo ha detto il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, a margine della conferenza stampa di fine anno.
“I margini di manovra – ha aggiunto – sono però ridottissimi, perché le risorse sono ridottissime”.
Chiodi ha detto di considerare la legge di bilancio “la più importante della storia della Regione”, assicurando che se non verrà approvata entro il 31 dicembre darà le dimissioni.
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