L’AQUILA – “Voci bene accreditate”, danno per imminente l’arrivo nelle file di Forza Italia “di due consiglieri regionali abruzzesi e di un consigliere del capoluogo L’Aquila”.

A rivelarlo è il Giornale, e il riferimento potrebbe essere, da quanto si apprende,  Simone Angelosante e Tony di Gianvittorio, che da poco hanno lasciato la Lega, in forte dissenso con il deputato e coordinatore regionale Luigi D’Eramo, costituendo assieme a Manuele Marcovecchio, in precedenza espulso dalla Lega, per il suo tradimento alle elezioni comunali di Vasto,  il gruppo Valore Abruzzo. Anzi, c’è chi ipotizza che a passare a Forza Italia sarebbe anche Marcovecchio, dunque a approdare tra gli azzurri sarebbe tutto Valore Abruzzo.

Tesi rafforzata dal fatto che Valore Abruzzo e Fi hanno costituto una federazione siglata con atto formale il 29 dicembre scorso, e comunicato al presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri, di Forza Italia anche lui, motivata solo per potersi reciprocamente rappresentare e sostituire nei lavori della commissione. Anche se in pochi ci credono.

Non è dato a sapere invece chi sia il politico di centrodestra pronto ad entrare con gli azzurri in consiglio comunale dell’Aquila. Una notizia non da poco, visto che a maggio nel capoluogo regionale ci sono le elezioni comunali.

Se il passaggio si concretizzerà in consiglio regionale gli equilibri muterebbero sensibilmente: Lega resta primo partito, ma non più con 1o consiglieri ma con 7, mentre secondo partito diventerebbe Forza Italia, con i tre di Valore Abruzzo, assieme al capogruppo Mauro Febbo, cacciato dalla giunta su volere della Lega, e il presidente Sospiri. Fratelli d’Italia resta a 3, e poi c’è il civico Roberto Santangelo, eletto con Azione politica ad uno. In un quadro dove la maggioranza ha 17 consiglieri,  compreso Marsilio, e le opposizioni 14, tenuto conto che è uscita dal centro destra, a legislatura in corso, Marianna Scoccia dell’Udc, moglie dell’ex assessore del centrosinistra Andrea Gerosolimo.

Fonti del carroccio, comunque, le definiscono ricostruzioni confezionate ad arte a discredito della compattezza del centrodestra in vista delle elezioni della prossima primavera.

L’indiscrezione del quotidiano viene fatta nell’ambito delle grandi manovre nel centrodestra dopo la vicenda Quirinale e della rielezione dell’ottuagenario Sergio Mattarella, vista come una disfatta dei partiti, incapaci di trovare una alternativa, in un Paese in ginocchio dalla crisi economica, del caro energia e assediato da due anni dalla pandemia del covid 19.

Partita che ha creato forti attriti tra Fi e il suo leader Silvio Berlusconi e il leder della Lega Matteo Salvini.Tanto che si moltiplicano le voci di uno spostamento al centro anche di Fi

Anche se spiega il coordinatore nazionale di Forza Italia, Antonio Tajani, in un’intervista al Corriere della Sera: “Il sistema elettorale attuale non consente a Forza Italia di partecipare a un’aggregazione di forze moderate diversa da quella presente all’interno della coalizione di centrodestra. Il centro del centrodestra occupa uno spazio politico che è quello dell’area moderata che fa riferimento alla famiglia del Partito popolare europeo. Il centrodestra non è un monolite: va rifondato. La maggioranza è di centrodestra, quindi è nostro compito dare risposte positive e dimostrarci all’altezza della situazione”, ha detto Tajani.

A passare in Forza Italia anche sindaco civico di Stroncone, e presidente della Confagricoltura di Terni) Giuseppe Malvetani.