L’AQUILA – Peggiorano i conti della Regione con un disavanzo che sale di 76 milioni di euro, ma il governo Renzi si dimostra decisamente “amico” dell’amministrazione regionale e salva Luciano D’Alfonso & Co. dall’impugnativa del bilancio facendo scadere il termine di 2 mesi per contestarlo.

Un colpo di fortuna oppure frutto dei buoni rapporti tra governo centrale e quello regionale non è dato saperlo, anche se il presidente ha spesso parlato di esecutivo “amico dell’Abruzzo”.

Quello che è noto è che, al termine del riaccertamento dei residui 2013, si è passati da un disavanzo di 454 milioni a uno ben più pesante di 530 milioni circa, con uno sgradevolissimo regalo di 76 milioni in più sul groppone, manco ci fosse da scialare.

“Si tratta di una pesante eredità, per chiudere questa operazione straordinaria di revisione del bilancio ci sono voluti 6 mesi di lavoro ed è la prima volta in Abruzzo”, ha commentato l’assessore regionale al Bilancio Silvio Paolucci al quotidiano Il Centro.

“Ora la Regione, dopo aver evitato l’ impugnativa dell’ultimo bilancio dovrà trovare un piano di ammortamento credibile per recuperare il disavanzo”, ha aggiunto, e l’inciso della frase comporta risvolti decisamente interessanti.

Il piano di recupero dovrà essere concluso in tre annualità. Il rischio è il commissariamento del bilancio con tutto quello che comporta in termini di autonomia di gestione e di programmazione delle risorse.

Ma sul bilancio il governo si è dimostrato più di un amico, un autentico alleato dell’Abruzzo, tanto da non impugnare in sede di Consiglio dei ministri la legge di bilancio per il 2015 nonostante fosse stata proposta censura da parte dei ministeri che l’hanno esaminata.

Una mossa che ha consentito di evitare che il governo poi nomini un commissario, come ricorda lo stesso assessore, che, di fatto, gestirebbe il bilancio in luogo della Giunta e dello stesso Consiglio regionale, con l’evidente preclusione del mandato ricevuto dagli elettori.

La cosa singolare e che farebbe pensare allo scenario di un concreto aiuto governativo, la si evince se si analizza la banca dati delle leggi esaminate dal governo nel sito istituzionale del ministero degli Affari regionali.

Per il 2015 risulta esaminata, senza censura, la sola legge numero 1. Poi le successive, cioè quella del bilancio e della finanziaria, non risultano esaminate. Dunque, essendo passati i 60 giorni, ne deriva che il termine ultimo è ormai trascorso.

E la conferma potrebbe essere proprio dal l’esame del comunicato stampa pubblicato sul sito del governo relativo al l’esito dell’ultima seduta, quella del 28 aprile. Mentre il governo riceveva la prima fiducia, si riuniva e fra le leggi esaminava per l’Abruzzo la numero 4 e le successive approvate durante questo anno.

E le precedenti? Cioè quelle relative agli strumenti contabili? Mistero, o forse no, alla luce della dichiarazione dell’assessore.

Ma evitare le tagliole con una mediazione che porta poi il governo a deliberare, dopo l’esame collegiale della proposta fatta dai ministeri interessati, la “non impugnativa”, è una cosa; evitarla per il trascorso del termine ultimo concesso al governo, è un’altra.