L’AQUILA – “Ma quale portavoce ‘fantasma’, Roberto Bonu ha portato la presidenza del Consiglio regionale sui social network. Non lavora più con me da ottobre per motivi di salute e ora dovrò cercare un sostituto”.

Così il presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano, spiega ad AbruzzoWeb gli ultimi sviluppi del caso del portavoce da 5 mila euro al mese che ha fatto storcere il naso a qualcuno in tempi di ristrettezze economiche e revisione della spesa.

“Chi fa polemica dovrebbe leggere meglio le norme, è una figura prevista dalla legge 150”, ribatte Pagano, secondo il quale “un portavoce non è necessariamente un giornalista o comunicatore, ma può essere una figura diversa”.

La consulenza è stata stipulata nel dicembre del 2012, ma della determina di affidamento firmata dal direttore del settore Affari della presidenza e legislativi, Giovanna Colangelo, non si trova traccia nel sito ufficiale del Consiglio, a differenza di altri atti precedenti e successivi, regolarmente inseriti nell’albo pretorio.

Bonu è tecnicamente un “new media strategist”, cioè un esperto delle nuove tecnologie di comunicazione e il suo compito era quello di curare l’approccio alle nuove tendenze del web da parte di Pagano, guidandolo attraverso Internet e social network.

“Si è occupato sia della costruzione dei profili sui social che dell’inserimento dell’avvio delle attività del presidente del Consiglio su queste piazze virtuali”, conferma il presidente.

Un mestiere comunque diverso da quello del portavoce, che si espone in prima persona, confrontandosi direttamente con i mezzi di informazione e con i giornalisti, filtrando l’immagine del politico o dell’amministratore di turno.

Cosa che non è accaduta, in quanto il professionista in questione non si è mai visto dalle parti dell’Emiciclo, se non per riscuotere il compenso trimestrale di 15 mila euro lordi autorizzato direttamente da Pagano e pagato con i fondi della comunicazione istituzionale.

L’unico appuntamento ufficiale in cui il nome di Bonu compare vicino a quello del presidente del Consiglio è in occasione di un evento organizzato da Agorabruzzo, sodalizio di cui Pagano è direttore politico, ma nelle vesti di responsabile dell’associazione Web Italia onlus.

Dal portale del Consiglio, si possono scaricare solo gli emolumenti relativi ai primi due trimestri del 2013.

C’è da dire, comunque, che l’Abruzzo, nonostante questo episodio su cui ci sono state valutazioni contrastanti, viene considerata a livello italiano una delle regioni più virtuose in termini di costi della politica, tanto da essere presa a esempio dagli altri enti per tarare i finanziamenti ai gruppi.

Inoltre è nota l’attività di spending review, anche se stimolata dai decreti emanati dall’allora ministro Giulio Tremonti: vedi il taglio dei consiglieri, che dalla futura legislatura passeranno dagli attuali 45 a 31, e l’abrogazione dei vitalizi, sempre a partire dal prossimo mandato.

“Per risparmiare non ho sempre avuto un portavoce in questi cinque anni, ma quando ero presidente della Calre (la Conferenza delle assemblee legislative regionali) c’era un avvocato in quel ruolo – conclude Pagano – Come mai non se ne è accorto nessuno?”. Alberto Orsini