CHIETI – Dopo l’addio clamoroso, per quanto annunciato da giorni, del capogruppo del Movimento 5 stelle nel consiglio regionale abruzzese, Sara Marcozzi, passata a Insieme per il futuro, la nuova formazione nata per scissione su iniziativa del ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, è destinata a mutare la geografia politica all’emiciclo, almeno sui banchi delle opposizioni, con riposizionamenti che potrebbero anticipare la costruzione di quel “grande centro”  e all’area politica del premier Mario Draghi, alle elezioni nazionali della primavera prossima, e alle elezioni regionali del 2024, stravolgendo l’attuale assetto.

Nel frattempo intanto i cinque componenti rimasti dei pentastellati d’Abruzzo, dovranno decidere chi sarà il nuovo capogruppo al posto di Sara Marcozzi, per due volte loro candidata presidente di Regione. In pole position c’è, da quanto si apprende,  il 37enne  Giorgio Fedele il più giovane consigliere all’Emiciclo, in quanto già ricopriva il ruolo di vice capogruppo e sostituiva Marcozzi nelle varie  incombenze istituzionali. La scelta potrebbe cadere anche però su Francesco Taglieri, o Barbara Stella. L’incarico, lo ricordiamo, vale circa 1.800 euro aggiuntivi di indennità.

Difficile del resto che possa ricoprire questo ruolo Pietro Smargiassi, che è già presidente della  commissione Vigilanza, come pure Domenico Pettinari, che già ricopre l’incarico di vice presidente vicario del consiglio regionale.

Tornando a Marcozzi: ora dovrà tenere alto il vessillo della nuova formazione dimaiana in consiglio, rendere visibile in modo autonomo e riconoscibile la nuova proposta politica, cercando di portare dalla sua altri consiglieri. Dopo aver illustrato le ragioni dell’addio, usando parole impietose e definitive contro il M5s, “finito ostaggio di Giuseppe Conte“, ein conferenza stampa ieri, al fianco del senatore Primo di Nicola, capogruppo a palazzo Madama di Ipf, e  Gianluca Vacca, ex  sottosegretario del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, che assieme al deputato Daniele Del Grosso, componente della Commissione Cultura, sono gli onorevoli abruzzesi “scissionisti”.

Per forza di cose, Marcozzi dovrà iscriversi al gruppo misto, dove è capogruppo Marianna Scoccia, eletta nel febbraio 2019 con l’Udc, nella coalizione di centrodestra di Marco Marsilio di Fratelli d’Italia, per poi andarsene all’opposizione dopo essere stata oggetto di continui attacchi in particolare dalla Lega, oltre che da Marsilio, in quanto moglie dell’ex assessore regionale del centrosinistra, Andrea Gerosolimo, dunque cacciata di trasformismo per interposta persona.

C’è poi Marco Cipolletti eletto con il Movimento 5 stelle ed uscito anche lui in dissenso con la linea del partito, dopo l’appoggio al governo Mario Draghi.

Infine i tre consiglieri di Valore Abruzzo, fuoriusciti invece dalla Lega, Simone Angelosante, Manuele Marcovecchio e Antonio Di Gianvittorio, che sostengono la maggioranza.

Marcozzi, in questo scenario, potrebbe semplicemente restare da sola al gruppo misto, portando avanti le sue nuove battaglie, mantenendo il suo posto nella prima commissione Bilancio e nella quinta commissione Europa, ma questa volta con un voto solo, il suo, e non ponderato in base al numero dei consiglieri pentastellati che rappresentava.

Manterrà il collaboratore Luigi Colalongo, storico e stimato componente dello staff pentastellato, che poi è diventato il marito della stessa Marcozzi.

Perderà però l’ufficio stampa, che rimane in capo al gruppo consiliare M5S.

Marcozzi però potrebbe anche lavorare a rafforzare la sua presenza in consiglio.

Per lo statuto tre componenti del gruppo misto potrebbero infatti costituire un gruppo consiliare a tutti gli effetti.

Ma la strada è difficile.

Se potrebbe essere agibile una convergenza con Scoccia, anche lei all’opposizione, e in cerca di una nuova collocazione politica, ci sarebbe il problema di trovare il terzo componente, questo perché Cipolletti naviga oramai su altri lidi e vota spesso e volentieri con la maggioranza, tanto che da tempo si ipotizza un suo passaggio a Fratelli d’Italia. Esclusa la convergenza dei tre di Valore Abruzzo, ben saldi nel centrodestra, e di cui si attende l’ingresso in Forza Italia, annunciato ma mai formalizzato.

Altra ipotesi per Marcozzi è quella della confederazione, che darebbe comunque forza e visibilità al suo nuovo progetto politico.

Ma la confederazione è tra gruppi, e non tra singoli, dunque resta sempre il problema di trovare un terzo componente nel misto, per fare un gruppo e poi sottoscrivere un patto con un gruppo in consiglio uscito dal voto del 2019.

Tra i possibili partner, gli occhi sono puntati su Abruzzo in comune di Sandro Mariani, consigliere da due legislature con un buon seguito nel teramano, dove vive ed esercita la professione veterinaria, e che potrebbe essere anche interessato al nuovo progetto politico di Di Maio, se non altro per trovare una casa politica di rango nazionale, dopo la sua uscita dal Pd.

Le altre ipotesi, M5s e Pd, sono da escludersi. Difficile, ma non impossibile un interessamento di Legnini presidente del consigliere regionale Americo Di Benedetto, comunque centrista e moderato.

Al di là dei formalismi, e della costituzione con i crismi dello statuto regionale, di nuovi gruppi e confederazioni, sarà importante vedere le convergenze e le divergenze che si manifesteranno nei banchi dell’opposizione in consiglio, tra Marcozzi e i suoi possibili e futuri compagni di strada.

(f.t.)