TERAMO – L’ex presidente della Regione, Gianni Chiodi, oggi consigliere di Forza Italia, aderisce a Idea (acronimo che sta per “Identità e azione”), movimento fondato dopo essere uscito dal Nuovo centro destra dal senatore Gaetano Quagliariello, ex ministro delle Riforme del governo Letta, eletto in Abruzzo, e subito si scatena la bagarre politica.
Ad alimentare voci di un possibile addio a Forza Italia anche l’adesione a Idea di Mauro Di Dalmazio, ex assessore di Chiodi e oggi consigliere regionale di Abruzzo futuro, che sarà il coordinatore regionale della nuova iniziativa.
Ma Chiodi sopisce le polemiche. “Il mio partito resta Forza Italia – assicura ad AbruzzoWeb – Idea è solo un movimento, un contenitore politico e culturale che ha come compito quello di riunire il centrodestra moderato, liberale e cristiano, per tornare a essere competitivi a livello elettorale”.
Non si hanno, per ora, notizie di adesioni di altri esponenti politici di spicco abruzzesi, in particolare tra le file di Ncd. D’altra parte, Idea è stata lanciata ufficialmente solo ieri con una conferenza stampa in un caffè romano.
Un’adesione, quella di Chiodi, che comunque ha fatto scalpore perché interpretata da molti come il primo passo di un progressivo allontanamento da Fi, in vista anche di una candidatura alle prossime elezioni Politiche.
“Gli scenari politici – insiste l’ex presidente – mutano ogni 6 mesi e le elezioni ci saranno nel 2019, è a dir poco prematuro parlare oggi di candidature!”.
Chiodi, anche per questo, assicura di non avere, almeno per ora, alcuna intenzione di uscire da Forza Italia.
“Ho incontrato Silvio Berlusconi la scorsa settimana – rivela – e mi ha detto che ritiene utile l’iniziativa, anche a livello elettorale, partendo dal presupposto che, con questa legge elettorale, il centrodestra dovrà correre unito e trovare una sintesi tra tutte le sue componenti”.
Sulla stessa lunghezza d’onda Di Dalmazio, che pur essendo coordinatore regionale, assicura che non abbandonerà la sua lista civica di elezione.
“Non c’è ancora nulla in programma per radicare Idea in Abruzzo – ammette – se ne discuterà con Quagliariello nelle prossime settimane, e con gli altri coordinatori”. Il consigliere per ora si limita a dire che “non ho tessere di partito in tasca e a Idea ho aderito con entusiasmo perché serve un luogo dove si rimettano finalmente al centro i temi”.
Se diventasse un partito, tuttavia, prenderebbe la tessera di Idea? Per Di Dalmazio “escludo che potrà diventarlo, non avrebbe senso, è un movimento nato per favorire l’unità del centrodestra”.
A livello nazionale, il grosso della truppa in costituzione di Idea è rappresentata da ex alfaniani, in particolare della componente Area popolare, come Carlo Giovanardi, Luigi Compagna, Andrea Augello, Eugenia Roccella e Vincenzo Piso, che hanno seguito Quagliariello, contro l’appiattimento di Ncd sul governo Renzi, e in dissenso dalla linea politica del ministro degli interni Angelino Alfano.
Nello stesso tempo non vedono affatto di buon occhio il rischio, dalla parte opposta di un appiattimento di Forza Italia sulle posizioni più marcatamente di destra di Matteo Salvini della Lega e di Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia.
Secondo Quagliariello, Idea non sarà “un ennesimo partitino, ce ne sono già troppi”, e non è “una scissione di Ncd, esperienza, quest’ultima, che ha salvato il Paese da derive greche ma può dirsi conclusa”, bensì di “un movimento alternativo a Renzi e a questo Governo, in un momento in cui si avvicinano le elezioni amministrative in grandi città italiane”.
E questa ultima sottolineatura non potrà non avere conseguenze in un centrodestra anche in fermento e in cerca di nuovi assetti nella fase de tramonto del berlusconismo, per quanto riguarda candidature e le alleanze nelle città abruzzesi chiamate al voto in primavera.




