L’AQUILA – Caos e polemiche intorno dell’atto di riorganizzazione della macchina amministrativa, attesa da mesi, in particolare le nomine di 51 dirigenti e funzionari, che la Giunta regionale dovrebbe completare nella seduta di domani a Pescara.

Un atto che poi il presidente della Giunta regionale, Luciano D’Alfonso, presenterà ufficialmente nell’evento di domani pomeriggio a Pescara per fare il punto di un anno di attività dell’esecutivo di centrosinistra.

Il sindacato Direr ha presentato un “atto di significazione”, una sorta di diffida, nella quale si evidenziano “i punti di dubbia legalità sulle procedure per il conferimento di incarichi posti in essere dal direttore generale, Cristina Gerardis“.

“Non siamo contrari al cambiamento ma chiediamo che tutto venga fatto fissando delle regole – spiega il segretario nazionale del sindacato dirigenti Direr, Silvana De Paolis, che è anche segretario regionale dell’Abruzzo – Una cosa che non sta avvenendo in Abruzzo. Abbiamo fatto rilievi in via collaborativa evitando la diffida anche con l’apporto di un legale per sottolineare la necessità di regole”.

Secondo la De Paolis, “gli avvisi di selezione sono senza criteri, punteggi e indicazioni di competenze quindi la scelta è totalmente discrezionale da parte dei vertici regionali”.

Tra gli altri punti contestati, “lo stravolgimento delle competenze ai capi dipartimento, ex direttori, rispetto ai bandi con cui sono stati scelti, quindi, si sarebbero dovuti rinominare prima di fare i bandi per i servizi”.

“Nel bando per i servizi sono state inserite anche competenze per le quali erano già stati rinominati dirigenti qualche mese fa, insomma, c’à caos e incertezza – ha concluso – Mi riservo osservazioni più approfondite quando conosceremo le decisioni ufficiali”.

Le 51 nomine che dovevano completare la riforma del personale dello scorso mese di agosto sono attese da mesi. In questo lasso di tempo la macchina amministrativa è stata zoppa con tanti dipendenti senza mansioni.

Anche il consigliere regionale di Forza Italia e presidente della Commissione vigilanza Mauro Febbo chiede lo stop alle nomine dei dirigenti e funzionari da parte della Giunta regionale per evitare una raffica di ricorsi a causa del fatto che i bandi e le procedure “non sono conformi alla vigente disciplina”.

In una risoluzione urgente rivolta all’attenzione di D’Alfonso, Febbo chiede di “non procedere alla nomina dei nuovi dirigenti di Servizio, verificare che non vi siano, nell’avviso di selezione per il conferimento di incarichi di dirigente di Servizio ai dirigenti dipendenti a tempo indeterminato della Giunta regionale, delle gravi carenze procedimentali e pubblicare un nuovo ed unico bando di incarico sia per i dirigenti sia per i capi dipartimento al fine di evitare l’illegittimità di tutti i nuovi atti”.

“L’unica rivoluzione – afferma Febbo – alla quale fino ad adesso abbiamo assistito all’interno della macchina amministrativa, pensata e voluta da questo Governo di centrosinistra dopo un anno di soli annunci, è l’immobilismo, l’inefficienza e il regnante caos presente in tutte le direzioni della Regione Abruzzo. Adesso con questo ultimo avviso, volto a nominare i nuovi dirigenti di Servizio, si rischia di mandare in tilt i nuovi Dipartimenti poiché vi sono tutte le premesse per una marea di ricorsi da parte dei dipendenti regionali”.

Per Febbo “nel bando si ravvisano diverse carenze procedurali, prima di tutto con le Delibere di Giunta regionale nn. ( 337, 338, 340, 341, 342, 343, 344 del 5 maggio e 403 del 27 magio 2015) si vanno a modificare profondamente gli assetti degli stessi dipartimenti, facendo superare di fatto i programmi che gli attuali titolari di dipartimento furono a sua tempo chiamati a realizzare. Tant’è che diversi capi dipartimento hanno già iniziato ad adottare atti relativi a competenze ‘aggiunte’, in quanto prima non previste nella missione della struttura e nel programma presentato”.

“Pertanto – rimarca Febbo – logica vuole che il bando doveva essere fatto per nuova riattribuzione sia degli incarichi dirigenziali sia per i Capi Dipartimento. Inoltre si ravvisano anche carenze oggettive visto che l’avviso, basato sulla disciplina approvata con Dgr 360/2015, non contiene nessun elemento di selezione sostanziale basata sui punteggi derivante da una valutazione dei curricula e questo farebbe pensare ad una selezione fiduciaria più che oggettiva, violando la legislazione approvata e vigente”.

Febbo denuncia ancge il mancato confronto con le sigle sindacali. “Invito sia D’alfonso sia la Gerardis – conclude – a revocare il bando e non andare avanti con le nuove nomine al fine di capire se il bando poteva essere espletato in questa maniera o doveva essere impostato in con modalità totalemtne diverse come affermano gli stessi sindacati”.