L’AQUILA – Messa a segno nei giorni scorsi la raffica di nomine di direttori e dirigenti e la stabilizzazione di una dozzina di precari storici, la regione Abruzzo è tornata in infrazione, con conseguente nuovo divieto di assunzioni a qualsivoglia titolo di personale.
È stato infatti sforato il termine ultimo, che la legge fissa entro il 30 aprile, per l’approvazione della rendicontazione contabile dell’annualità 2017, relativa all’ultimo bilancio regionale, ovvero la verifica, voce per voce, dell’effettiva consistenza dei soldi da incassare dai vari debitori, e quelli da riconoscere ai creditori.
Si è così richiusa la provvidenziale “finestrella”, che si era aperta il 17 aprile scorso, allorché la giunta regionale ha finalmente approvato il rendiconto generale 2016, completando il riallineamento dei documenti contabili, sollecitato ripetutamente e con durezza dalla Corte dei conti, avviato dal governo regionale fin dal suo insediamento e che ha visto l’approvazione dei rendiconti relativi agli esercizi a partire dal 2013.
Il disavanzo certificato al 31 dicembre 2016 è risultato essere pari a 765 milioni di euro, compresivi degli accantonamenti diventati obbligatori per gli imprevisti, che dovrà essere ripianato a “rate” da 25 milioni, nei prossimi dieci anni.
L’opera però non è ancora compiuta, manca ancora l’ultimo sforzo, l’approvazione appunto del rendiconto del 2017. Cosa non avvenuta nei tempi, e così sono fatalmente scattati nuovamente gli effetti del famigerato articolo 9 del decreto legge 113 del 2016, che sanziona le amministrazione inadempienti nei rendiconti, con divieto di assumere personale a qualsiasi titolo.
Negli uffici regionali non si mostra però più di tanta preoccupazione: è stata scalata una montagna, si fa notare, quel che resta da percorrere è poco più di una passeggiata, e si conta di chiudere la partita entro giugno.
C’è anche però chi pronostica tempi più lunghi: del resto se la norma nazionale concede quattro mesi di tempo per completare il rendiconto dell’ultimo bilancio, che si approva alla fine dell’anno precedente, una ragione ci sarà, ed è quella che riuscirci in un solo mese è alquanto improbabile.
L’unico effetto sarà comunque quello di non poter per ora fare altre assunzioni, oltre a quelle effettuate con una raffica di delibere negli ultimi giorni di aprile. E che hanno consentito di riempire finalmente caselle rimaste a lungo vuote.
E’ stato infatti stabilizzato il contratto per tre anni al direttore generale Vincenzo Rivera,al capodipartimento della Sanità, Angelo Muraglia, è stato nominato capodipartimento delle Attività produttive il dirigente Piergiorgio Tittarelli, a capo del dipartimento Turismo e Cultura il dirigente Francesco Di Filippo, e ancora l’architetto Pierpaolo Pescara, proveniente dal Comune di Pescara, a capo del dipartimento Opere pubbliche. Confermata poi Stefania Valeri a capo dell’Avvocatura regionale mentre Emanuela Grimaldi, proveniente dalla Asl di Teramo.è stata messa a capo del servizio Assistenza farmaceutica e trasfusionale
Sono stati elevati alla responsabilità dirigenziale Raimondo Pascale, al servizio Programmazione sociale e sistema integrato socio-sanitario; Bernardo Serra, che coordinerà il servizio territoriale per l’agricoltura Abruzzo Est (Teramo) e Sabrina Di Giuseppe, dottoressa di ricerca in servizio nella Regione Abruzzo, che dirigerà il servizio Gestione e qualità delle acque.
È stata anche attivata la procedura per un potenziamento dell’apparato tecnico attraverso l’inserimento con contratto a tempo indeterminato di 12 unità, tutte già in servizio presso l’ente da oltre dieci anni.
Mancano però altre tre figure chiave, nei settori della Protezione civile, dei Trasporti e dell’Informatica, che verranno contrattualizzate a questo punto dopo l’approvazione dei rendiconti.






