L’AQUILA – Il consigliere regionale del Partito democratico Luciano Monticelli ha ricevuto dal presidente, Luciano D’Alfonso, l’incarico di seguire il settore della Cultura, finora conservato dal governatore come propria competenza esplicita.

La notizia è stata comunicata dall’interessato con un tempismo singolare, sabato pomeriggio e alla vigilia dell’appuntamento referendario determinante per i futuri assetti della Regione e del governo nazionale.

La nota non chiarisce se venga ritirata o meno la precedente delega a “Cultura, estetica, creatività”, assegnata nel marzo 2015 al consigliere Leandro Bracco, all’epoca nel Movimento 5 stelle, dal quale fu espulso proprio per averla accettata, iscrivendosi al gruppo misto e aderendo a Sinistra italiana.

Da notare come Monticelli, l’estate seguente, è stato, assieme ai consiglieri Andrea Gerosolimo e Mario Olivieri di Abruzzo civico, il “ribelle” che ha protestato proprio sull’assegnazione di fondi alla cultura, prendendosela, in particolare, con la Sinfonica che rischiava la chiusura ed è stata poi salvata a crisi rientrata.

Una rivolta che ha portato a un rimpasto di Giunta in cui Gerosolimo è divenuto assessore, inizialmente si pensava con delega alla Cultura, rimasta invece nelle mani del presidente, che non ha potuto esercitarla a dovere complici i suoi doveri istituzionali altri.

A complicare il quadro, la delega alla Valorizzazione dei beni culturali passata dal vice presidente Giovanni Lolli, che non ne aveva mai fatto menzione, all’assessore Marinella Sclocco, incaricata di occuparsi “dei contenitori culturali e non dei contenuti”, programma rimasto fin qui lettera morta.

Ora questo ennesimo passaggio, da capire con quali poteri e operatività anche se il neo nominato Monticelli dimostra di avere almeno sulla carta le idee molto chiare, parlando di “trasparenza, internazionalizzazione, riordino normativo”.

Dopo l’odissea del 2015, la cultura è stata anche terreno di scontro recente in Consiglio con i finanziamenti a pioggia della cosiddetta “legge marchetta” bollata così dai Cinque stelle che hanno sbraitato facendo notare come le leggi esistenti, che prevedrebbero bandi e criteri oggettivi di finanziamento a eventi e enti culturali, non vengano finanziate mentre si preferisca elargire quattrini a pioggia senza regole.

MONTICELLI: “PROGRAMMA DEFINITO CON D’ALFONSO”

Oltre alla carica di presidente della quarta commissione consiliare, quella che si occupa di Affari europei, la delega va ad aggiungersi a quella di Facilitatore per le aree interne, concessa a Monticelli ad inizio legislatura, a quella per l’Applicazione della direttiva servizi al demanio marittimo, assegnata nel giugno 2015, e a quella per i Rapporti Internazionali, ricevuta nel maggio di quest’anno.

“La nomina a consigliere incaricato alla Cultura è una responsabilità impegnativa, ma anche un onore di cui vado estremamente fiero – ha dichiarato Monticelli – Ringrazio di cuore il presidente per la fiducia che continua a nutrire nei miei confronti”.

A suo dire, “il sostegno pubblico alla cultura è sempre stato uno dei temi che mi ha appassionato di più, tanto che già nella campagna elettorale del 2014 mi ero fatto promotore di un incontro con le associazioni del settore, cui partecipò anche D’Alfonso”.

“La mia azione di consigliere incaricato si baserà su linee programmatiche ben definite concordate con il presidente – assicura – In questi ultimi anni, a partire dalla legge 55/2013, la Regione ha cominciato un importante processo di revisione e innovazione del settore, che va ripreso e portato avanti”.

Secondo Monticelli, “già da subito, di concerto con il direttore Zappacosta e il dirigente Tentarelli, mi impegnerò per rappresentare in sede politica le esigenze del settore. Dopo la chiusura della legge di bilancio, poi – annuncia – mi dedicherò anima e corpo perché il 2017 segni un chiaro e netto cambio di passo nell’attenzione politica verso la cultura dell’amministrazione D’Alfonso”.

“Il programma dettagliato della mia azione risulterà chiaro dalle iniziative che tenterò di realizzare da gennaio in poi, ma le parole d’ordine della mia azione saranno tre: trasparenza, internazionalizzazione, riordino normativo”, conclude.