TERAMO – “La scelta del Movimento 5 stelle di andare soli, fuori dai due poli certifica la sua irrilevanza nei fatti nelle amministrative: le elezioni vanno preparate per tempo, con metodo, organizzazione e scelta politica delle candidature senza vincoli della piattaforma che dovrebbe essere un fondamentale strumento formativo e partecipativo”.
Al’indomani del voto delle Regionali, in Emilia Romagna e Calabria, il deputato M5s Antonio Zennaro, teramano, si conferma tra i più convinti sostenitori, all’interno dei pentastellati, della necessità di un’alleanza organica con il centrosinistra, bocciando la tesi dell'”ago della bilancia”, e del “terzo polo”, nè di destra nè di sinistra. A rafforzare la sua posizione la disfatta in Emilia, con il candidato Simone Benini, che ha racimolato, correndo da solo, un imbarazzante 3,5%. Come pure il voto della Calabria, dove Francesco Aiello, ha preso il 7,3%.
Fautore del “terzo polo” è, va ricordato, l’ormai ex capo poltico, Luigi Di Maio, ministro degli Esteri, a cui avevano chiesto un passo indIetro, dal suo ruolo di guida del movimento, un gruppo di parlamentari con in testa un altro abruzzese, il giornalista Primo Di Nicola, senatore.
Contattato da Abruzzoweb, Zennaro spiega poi che “il governo esce rafforzato, Matteo Salvini aveva fatto un referendum su di lui, e ora esce fortemente ridimensionato”.
E conferma, “non so se la posizione che sostengo è maggioritaria, però il tema è aprire un ragionamento nei territori, in vista delle prossime scadenze elettorali, laddove ci siano le condizioni, bisogna secondo me puntare alla convergenza”.
Anche in Abruzzo, s’intende, dove si vota in primavera in sessanta comuni, e le sfide più attese riguardano città importanti come Chieti e ad Avezzano, come pure avranno il loro rilievo le elezioni amministrative a Celano, Castel di Sangro e Carsoli.
Ma su questo Zennaro non si sbilancia, “ripeto va avvviato un percorso, nessuna partita è uguale alle altre, bosogna decidere caso per caso. Una cosa è certa: la lezione dei voti in Emilia e Calabria, è che isolandosi, M5s rischia di condannarsi all’irrilevanza”.
Una cosa è certa Zennaro, e molti con lui sono agli antipodi anche rispetto alle “velleità” movimentistee di “ritorno alle origini”, perorato da Alessandro Di Battista, sostenuto dal senatore Gianluigi Paragone, giornalista, espulso dal M5s, dopo non aver votato la manovra di Bilancio. “Rispetto Paragone – taglia corto Zennaro – ma non condivido affatto le sue poszione, e comunque lui oramai è fuori dal Movimento”.
Su facebook Zennaro ha scritto: “La vittoria di Stefano Bonaccini in Emilia Romagna dimostra che un buon governo regionale viene apprezzato dai cittadini nonostante fake news, insulti, e martellamento social e della Rai asfissiante. Un modello riformista progressista è possibile ed è vincente anche a livello amministrativo”.
E aggiunge: “Ora bisogna riaprire subito i tavoli con il centrosinistra in tutte le regioni sulle prossime amministrative 2020 e dove possibile trovare accordi sui temi e sui contenuti a partire dall’ambiente, sanità e beni comuni. Il Movimento deve proseguire con un’organizzazione pesante e capillare che valorizzi il ruolo degli iscritti e dei portavoce locali: dai comuni deve ripartire il rilancio di M5S”.
Infine spiega Zennaro, “sul fronte Governo, è arrivato il momento che M5S convochi il prima possibile le associazioni ed i rappresentanti del mondo delle partite iva e delle piccole imprese per lavorare ad una seria riforma del fisco e una riduzione della burocrazia per queste categorie”.





