PESCARA – “Tutti gli abruzzesi dovrebbero farsi una domanda: ma come fa a ricandidarsi l’assessore alla Sanità Nicoletta Verì? Ha lasciato solo macerie, 4 asl in debito, liste d’attesa drammatiche, un calo delle prestazioni specialistiche in tutte le provincie ( a Pescara del 3,9%) ed un tracollo mi chiedo come sia possibile rivotare per lei o per tutti gli assessori uscenti”.
Così l’ex assessore regionale e candidata sindaco a Pescara Marinella Sclocco, che corre per le regionali del prossimo 10 marzo nelle liste civiche di Luciano D’Amico per il centrosinistra.
“Le Giunte Chiodi e D’Alfonso avevano risanato il debito, e posso dirlo perché ero in consiglio regionale: quindi si poteva pensare al futuro. E invece segnalo che qualche problema interno alla sua maggioranza ci deve essere stato se la Verì è poi uscita dalla Lega per transitare nelle liste civiche di Marsilio: è un modo per mimetizzarsi? Per non far perdere voti alla Lega? Per farsi trascinare? Sapete che significa avere le asl coi debiti? Che non puoi comprare farmaci, dispositivi medici, attrezzature. Oltre che rischiare un nuovo commissariamento che ci farebbe ritornare indietro di almeno 15 anni…”, ha insistito la candidata pescarese.
“Un altro dei casi bollenti che ci lascia l’assessore Verì riguarda la pillola anti abortiva: ci ha detto che non poteva essere distribuita nei consultori perché mancavano i medici e perché i consultori non garantiscono sicurezza: bene, ma perché non ce li ha messi i medici e perché non ha ne ha garantito la sicurezza?” Poteva potenziare i consultori, e invece è finita come per i conti delle asl con le liste d’attesa, le specialistiche tanto che nel ranking degli ospedali il nosocomio di Pescara è sceso dall’88esimo posto al 97esimo su 131: un disastro”. “Sono pronta ad un confronto sulla sanità con la Verì e mi auguro voglia accettare questa sfida”, conclude Marinella Sclocco.






