L’AQUILA – “Percepisco una voglia di cambiare pagina da parte dei cittadini, di tanti giovani che domenica torneranno dalle città universitarie dove stanno conducendo i percorsi di studi. C’è una grande mobilitazione, due-tre mesi fa la partita sarebbe stata persa, oggi siamo convinti di arrivare alla vittoria e sono convinto che domenica 10 marzo i cittadini voteranno per il centrosinistra e per Luciano D’Amico presidente, in primis per una bocciatura al governatore romano Marco Marsilio, in secundis per il convincimento che ha destato il programma del centrosinistra”.

Così, in un’intervista ad AbruzzoWeb, il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci, ricandidato con il Pd alle elezioni regionali del 10 marzo in Abruzzo.

“È stata una campagna dura – ha detto Pietrucci – e devo dire che sta crescendo l’entusiasmo dovuto, alla conoscenza che i nostri abruzzesi, i cittadini abruzzesi stanno avendo del candidato presidente, Luciano D’Amico, e poi soprattutto, dall’abbrivio che proviene dall’ affermazione del Centrosinistra in Sardegna e questo ci lascia ben sperare”.

“I temi della campagna elettorale – ha spiegato Pietrucci – sono ovviamente quelli che conosciamo tutti, soprattutto quelli che destano più preoccupazione e che hanno fatto percepire in maniera assolutamente negativa il governo Marsilio in questi 5 anni, in primis senza dubbio quello della sanità, che resta un tema caldo, irrisolto. Il Centrodestra peraltro non ha presentato un programma, penso che questa cosa rappresenti un’unicum in Italia, perché noi abbiamo un candidato del centrodestra, Marco Marsilio, che si presenta alle elezioni regionali chiedendo nuovamente la fiducia di cittadini abruzzesi senza un programma di mandato, e sfido chiunque a chiederlo ai candidati del Centrodestra”.

“Il Centrosinistra invece ha un programma di mandato straordinario, presentato ai cittadini in quella bellissima manifestazione che c’è stata a Pescara con tutti i candidati, peraltro programma scritto tra la gente, attraverso un percorso partecipato, e che mette al centro il cittadino e le politiche pubbliche, soprattutto sulla sanità, sui trasporti, sul contrasto allo spopolamento e sulla sanità. Ci giochiamo molto perché ovviamente, con l’avvento dell’autonomia differenziata, c’è sempre più preoccupazione, perché di fatto stanno privatizzando la sanità pubblica”.

“Questo significa – ha osservato – che il diritto alla salute costituzionalmente garantito, viene assicurato soltanto a chi ha una carta di credito e non a chi ha una tessera sanitaria, aggiungasi alle problematiche legate alle liste d’attesa, alle file nei pronto soccorsi, le file ne cup, ecco il Centrosinistra dà delle soluzioni, intanto tentare di recuperare quel saldo tra mobilità attiva e mobilità passiva, che è drammatico nella Regione Abruzzo, arriva quasi a 200 milioni di euro, 25.000 prestazioni sanitarie in meno nella Regione Abruzzo, il che significa che la gente ha smesso sostanzialmente di curarsi, perché c’è agente che non ha soldi, se ci sono 170 mila persone che vivono sotto la soglia di povertà, questo fa capire che ci sono quelle persone lì che probabilmente hanno smesso di curarsi”.

“Ecco – ha aggiunto – il programma del Centrosinistra prevede per esempio la possibilità di prenotare le prestazioni sanitarie attraverso il farmacup, tentare di assumere medici personale sanitario che consentirebbero di fare una programmazione per abbattere i tempi delle liste d’attesa e anche le file nei pronto soccorso. Luciano D’Amico ha tentato di mettere nel programma un’esperienza straordinaria che è quella dell’Emilia-Romagna, che è la riattivazione delle Cau che sono dei centri di assistenza urgenza che sostanzialmente servono per prendere in carico il paziente più urgente e mandare nel presidio ospedaliero il paziente più grave”.