PESCARA – “Siamo uniti e forti e vinceremo. Spero che tutti i partiti della coalizione tocchino la doppia cifra, anche noi moderati del mio amico Maurizio Lupi che è originario di Fossacesia. Con sobrietà ma ci sentiamo sicuri. Domenica sera non faremo tardi, andremo a dormire presto e sfateremo anche il tabù del secondo mandato, il primo nella storia della Regione”.
Così un disteso e sorridente Marco Marsilio, presidente uscente della Regione Abruzzo e ricandidato per il centrodestra alla competizione di domenica prossima in Abruzzo, rispondendo alle incalzanti domande nella intervista, leggera e scherzosa, a Radio Uno nella trasmissione di satira politica “Un giorno da pecora” condotta da Giorgio Lauro ed Enzo Iacchetti tra le tante testate giornalistiche ad occuparsi di un’elezione diventata di rilevanza nazionale la vittoria del centrosinistra allargato in Sardegna.
Per centrare il traguardo contro il professore Luciano D’Amico, ex rettore dell’università di Teramo, l’esponente di FdI, ha promesso, in caso di vittoria alle elezioni regionali abruzzesi de prossimo 10 marzo, di tagliare in diretta e in studio barba e capelli a zero “per gli abruzzesi lo faccio volentieri anche se la barba non la taglio da 35 anni “.
Marsilio, che ha confermato la sua amicizia con il premier, Giorgia Meloni, ha accettato il fioretto “ci aveva provato anche Berlusconi” aggiungendo che “tagliando la barba farò felice anche mia moglie”.
“Verrò in studio ma dovete usare pennello e rasoio e voglio sentire la mano leggera, poi però non vorrei che mi dicessero che l’ho fatto per fare il piccolo ducetto in Abruzzo”, ha spiegato sorridendo.
I due conduttori hanno indugiato sulla abruzzesità di Marsilio, nato e vissuto a Roma, tema di polemiche in questa campagna elettorale, e l’ex senatore ha rivendicato la sue origini familiari e la sua appartenenza: ha risposto correttamente superando l’esame a pieni voti alle domande sulla territorialità, “le facciamo a tutti i candidati alle regionali” – hanno spiegato i conduttori, sulle domande dell’altezza del Gran Sasso, dell’altezza del Castello di Calascio e del nome più lungo di un comune abruzzese, San Valentino in Abruzzo Citeriore.
Alla domanda sul gradimento dei carciofi alla romana o degli arrosticini, Marsilio ha scelto senza mezzi termini il prodotto tipico abruzzese; poi, dichiarandosi juventino ha accomunato questa condizione alla fede politica giovanile ricordato di essere stato in minoranza al liceo a Roma “quando ho dichiarato di essere di destra e nelle assemblee prevaleva la maggioranza democratica bullizante”.




