ROMA – “Hanno fatto tutto loro, a questo punto può accadere di tutto. Davvero di tutto”.
Alla vigilia del Consiglio federeale della Lega, che si terrà domani, lunedì 15 gennaio a Milano, fonti del carroccio spiegano che il vicepremier e ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Matteo Salvini non ha alcuna intenzione di soccombere ai diktat di Giorgia Meloni e di Fratelli d’Italia sui candidati alle Regionali.
In primo luogo la Sardegna, dove ormai Paolo Truzzu è partito con la sua campagna elettorale. Il sindaco di Cagliari, di Fratelli d’Italia, ha convinto Forza Italia, Udc e altre liste minori.
Ma Christian Solinas è pronto anche lui a correre con la Lega, il Partito Sardo d’Azione e altre due liste civiche di imprenditori locali.
Una clamorosa scissione, salvo miracolo – viene osservato da Affari Italiani -, alle elezioni del 25 febbraio che potrebbe favorire Alessandra Todde, candidata del M5S sostenuta dal Pd (anche se la corsa solitaria dell’ex governatore Renato Soru complica la situazione anche nel Centrosinistra).
Lo strappo potrebbe con molte probabilità ripetersi anche in Abruzzo dove il presidente uscente, Marco Marsilio, è proprio di Fratelli d’Italia. Anche in questo caso la Lega potrebbe correre con un suo candidato e alcune liste civiche. Ancora da valutare la situazione nelle regioni dove i governatori sono di Forza Italia: Basilicata con Vito Bardi e Piemonte con Alberto Cirio.






